QUESTO MODESTO SITO WEB E' DEDICATO A ANTONIO RUSSO I TESTI DEI SERVIZI SONO IN ORDINE CRONOLOGICO DECRESCENTE A PARTIRE DAL PIU RECENTE SINO A QUELLO SCRITTO IL 1 LUGLIO 1998: 6.11.2000. Per i lettori che comprendono almeno un po' l'inglese riporto questo articolo sul rapporto del comitato helsinky sulla situazione elettorale al confronto del quale i miei sembrano ottimisti (il titolo e' la campagna pi sporca):E Bosnian Election Campaign "The Dirtiest" SARAJEVO, Nov 5, 2000 -- (Agence France Presse) The Bosnian general election campaign is heating up as the nationalists begin to see their decade- long domination threatened by the rising popularity of the Social Democrats. The campaign for next Saturday's vote has been "the dirtiest of all" since the end of the 1992-95 bloody Bosnia's war according to the Helsinki Committee for Human Rights which is monitoring the elections. The spread of "ethnic hatred and fear", in a nation split into Serb, Croat and Muslim communities, has been a key factor in the campaigns of some Muslim and Croat nationalist parties, Srdjan Dizdarevic, the head of the Bosnia branch of the Helsinki committee rights group told AFP. The Croat Democratic Union's (HDZ) slogan is a case in point: "Self- determination or extermination" the billboards read. Earlier this week the independent media commission banned an HDZ election video clip showing what looked to be Muslim Ottoman horsemen killing civilians with sabers to the sound of children crying in the background. The Muslim nationalist Party of Democratic Action (SDA) is also taking the ethnic line: "They all elected leaders of their kind, what about you?", the party's posters ask. In all their public appearances SDA officials compare the multi-ethnic Social Democratic Party (SDP) with the communist party that ruled former Yugoslavia for 45 years in which period religious expression was denied. In April's local elections, the SDP defeated the SDA in urban Muslim areas, including the capital Sarajevo, and their popularity appears to be growing. Dizdarevic said some parties advocated unacceptable changes to the Bosnian state which was hammered out by the 1995 peace agreement. Under the deal Bosnia is composed of two semi-independent entities; the Muslim-Croat Federation and the Serb-run Republika Srpska, . The Party for Bosnia-Herzegovina, led by popular Muslim politician Haris Silajdzic, bases its campaign on the elimination of the two Bosnian entities and strengthening of the central state. The HDZ and other smaller Croat parties advocate the use, if necessary, of unconstitutional means to change the country's political set-up, reviving the idea of establishing a third, exclusively Croat entity. The Late Franjo Tudjman, hard-line nationalist president of neighboring Croatia who died last year, initially launched that idea. International representatives here linked violent demonstrations last month in the northern town of Brcko -- when Serb pupils called for ethnic separation in schools -- with the extreme nationalists of the Serb Democratic Party (SDS). The Helsinki Committee stated that the incident represented a direct violation of the Convention on the Rights of Children and called on the election commission to sanction the organizers of the protest. An independent survey showed that the Sarajevo-based multi-ethnic Social Democratic Party could end the supremacy of the three nationalist parties in the state parliament if it agrees to cooperate with the party led by Bosnian Serb moderate premier Milorad Dodik or Mladen Ivanic's Party of Democratic Progress. Another survey questioning priorities of the Muslim, Croat and Serb populations in electing their political representatives showed that 80 percent of voters identify jobs and economy as the most important issues. For the majority of 3,600 Bosnian citizens surveyed, ethnic interest were only the fourth most important issue. ((c) 2000 Agence France Presse) Subscribe Today!! FREE News by e-Mail: Russia News China News Central Europe 1995-2000 European Internet Network Inc. All rights reserved. 2.11.2000. Secondo osservatori europei il voto in Kosovo, svoltosi la scorsa settimana, e' stato libero e democratico secondo gli standard di normalita'. Peccato che si sia trattato di un voto dal quale sono stati in pratica esclusi i serbi del kosovo avvenuto per di pi in un momento sbagliato e per questo divenuto occasione di ulteriore attrito tra Pristina e Belgrado. Nota positiva e' che a Pristina non ha vinto il capobanda Taci ma il moderato Rugova e che a Belgrado il potere sta passando ai moderati della allenza capeggiata dal moderato Kostunica. Sono moderati ma all'interno delle rispettive comunit dove devono sostenere anche temi poco moderati per mantenere il consenso. Cos Kostunica deve mantenere l'impegno a far rientrare personale governativo serbo in Kosovo e Rugova deve invece considerare la Serbia come uno Stato estero. Lasciando da parte per oggi il Montenegro, veniamo alla Bosnia dove si vota l'11 novembre con la prospettiva che vincano di nuovo i falchi delle tre etnie. I croati del HDZ (monolitico partito che difende il controllo totale dei croati di Bosnia) non desistono dal proposito di abbinare al voto imminente anche una scheda con la quale chiedono ai loro connazionali di esprimersi a favore della creazione di una qualche entit croata interna alla Bosnia. Si tratta di una reazione alle nuove leggi che impediscono al HDZ di imporre solo propri candidati o quelli di alcuni partitini satellite ai croati. Tutta l'iniziativa di devolution che ha destato le ire dei diplomatici incaricati del rispetto degli accordi di pace di Dayton, e' stata benedetta naturalmente dal cardinale Pulic a conferma dell'appoggio vaticano a qualsiasi forma di protezione dei cattolici in bosnia non importa condotta da chi. 25.10.2000. Viene persino il sospetto che esista anche un po' di giustizia sul nostro pianeta quando il neopresidente Vojslav Kostunica ammette davanti a una tv USA e una Macedone, alla vigilia del primo vertice balcanico al quale dopo anni partecipa anche Belgrado, che Milosevic e lui stesso a nome dei serbi si assume la responsabilit dei massacri di Srebrenica e nel Kosovo. Viene da piangere anche a chi come me la guerra l'ha vista solo da lontano ma ha visto gli occhi di chi l'ha vista. Quanti piangeranno sentendo che il nuovo presidente jugoslavo ammette che Milosevic dovr essere processato da qualche parte. Tutti quelli che PER ANNI hanno sentito le bombe e visto i proiettili, visto morire vicini e parenti, vissuto senza cibo e la gelo, perch un folle progetto nato a Belgrado e condiviso a Zagabria aveva deciso che i musulmani dovevano sparire dalla Bosnia e dal Kosovo. Ben poco merito va all'occidente che DOVEVA intervenire e l'ha fatto sempre TARDI e MALISSIMO. Oggi rispettiamo il nuovo presidente serbo e con lui la memoria di centinaia di migliaia di morti ammazzati e disprezziamo quanti sono stati dalla parte di Milosevic in patria ma soprattutto qui da noi. Non dimentichiamoli mai! 23.10.2000. Alla fine Kostunica ha salvato la situazione recandosi anche a Sarajevo dove e' restato a colloquio con i tre membri della presidenza tripartita per una mezz'ora rimanendo nell'aereoporto della cpaitale bosniaca, primo capo di stato jugoslavo a visitarla dal 1992. Troppe erano state le polemiche e le accuse per la visita a Trebinje, anche se visita non ufficiale. Ma a Trebinje a accoglierlo in pompa magna d'era anche la moglie di Karadzic. 21.10.2000. La Bosnia Erzegovina, prima a godere dell'intervento internazionale sta diventando l'ultimo e piu' consistente serbatoio nazionalista balcanico. Domani il neo presidente jugoslavo Kostunica si rechera' in Bosnia per la sua prima visita ma non si trattera' di una visita ufficiale, infatti andra' privatamente ad una cerimonia nella citta' di Trebinje nel sud della serbo-bosnia (Republika Srpska- RS). Si tratta ovviamente di uno dei bizantinismi classici dei Balcani ai quali evidentemente anche l'osannato Kostunica non e' estraneo. L'invito alla visita in occasione della nuova tumulazione di un poeta serbo nato a Trebinje, cerimonia nazionalista che avviene in campagna elettorale (il voto politico avr luogo l'11 novembre) arrivato da uno dei leader ultras e il viaggio di Kostunica nella cittadina roccaforte dei nazionalisti serbi non e' certo un buon modo di avviare i rapporti con i vari governi sovrapposti presenti in Bosnia. Probabilmente nemmeno verso Milorad Dodig, primo ministro e candidato moderato e filooccidentale alla Presidenza della RS che sembra anche sfavorito nei sondaggi proprio di fronte agli ultras. Ultras che nella citta'distretto speciale di Brcko, hanno saputo fomentare le proteste etniche di un migliaio di studenti serbi che da dieci giorni chiedono che le loro scuole siano in edifici differenti da quelle dei loro coetanei musulmani. Le autorit internazionali non hanno saputo per ora che bandire dal voto le liste dei radicali del SRS di Polasen e Sesely con il risultato che abbiamo appena descritto. Per altro da parte USA, in un incontro tra l'ambasciatore americano e Biljana Plavsic, si e' gia annunciato che in caso di vittoria degli ultras cesseranno gli aiuti umanitari. La lezione delle jugoslavia, dove le minacce dall'estero sono servite a ben poco, non ha seguito. In questa situazione il membro croato della presidenza tripartita, Ante Jelavic non ha trovato di meglio che convocare per domani un referendum per i croati con il quale fomentare il malcontento di questi ultimi per la condizione di inferiorita' istituzionale nella quale si troverebbero nei confronti dei bosniaci musulmani a parere del partito ultras croato HDZ (per niente ammorbidito dal cambio politico in atto nella madre patria croata). Interessante l'annuncio del candidato repubblicano alla presidenza USA Bush Jr, il quale ha affermato che nel caso venga eletto ritirerebbe le forze americane di pace impegnate nei Balcani. Se non si tratta di una trovata elettorale, come invece e' molto probabile, potremmo assistere finalmente al regolamento di conti finale tra le tre nazionalita' etniche presenti in Bosnia, le quali sarebbero ancora in guerra senza la presenza della SFOR. 19.10.2000. Vojslav Kostunica rischia gia' di essere una coperta troppo corta per quanti hanno bisogno di coprirsi. Questo deve aver pensato il Presidente montenegrino Dukanovic incontrandolo a Podgorica per la prima volta da Presidente della Federazione Jugoslava. Per la leadership del Montenegro la Jugoslavia attuale e' morta e sepolta e si dovra'arrivare a un specie di confederazione tra Serbia e Montenegro, idea che Kostunica non puo' escludere ma che non puo' nemmeno approvare a breve termine. Lo stesso Kostunica ha ricevuto ieri Ramadan Almani, inviato speciale del Presidente libico Gheddafi il quale gli ha donato 1,700,000 franchi svizzeri come aiuto all'emergenza. Invece della serbo-bosnia sono andati a trovarlo vari leader nazionalisti che gli hanno chiesto di opporsi alla eventuale revisione del trattato di Dayton in senso unificante e sostegno ai loro sforzi di tenere la Bosnia divisa istituzionalmente, sforzi che sino a oggi hanno impedito di dare vita reale agli organi collegiali dello Stato e del governo. Resistere alla centralizzazione, questa la parola d'ordine dei serbi di Bosnia (per altro anche di quasi tutti i croati di bosnia) per la quale dicono d'aver ricevuto appoggio da Kostunica il quale si dice ottimista con tutti e approva tutto a parole almeno. Infatti l'invito a visitare la serbo-bosnia (Republika Srpska) il prossimo weekend fattogli dai nazionalisti e' stato criticato dal governo bosniaco croato di Sarajevo e rischia di minare l'inizio del nuovi rapporti tra Belgrado e la Bosnia non governata da serbi dove una visita ufficiale che ignori le istituzioni nazionali unificate e il resto del paese e' considerata inaccettabilee per questo e' partita la richiesta di declinare l'invito. Certo avvengono fatti impensabili sino a qualche settimana fa: il 25 ottobre a Skopje (Macedonia) si incontreranno con Kostunica i governanti di Albania, Bulgaria, Grecia, Macedonia, Romania, Bosnia e Croatia, paesi confinanti che hanno una vasta variet di temi e problemi irrisolti sui quali confrontarsi finalmente tutti assieme. Tornando invece ai serbi di Bosnia, mentre a Brcko e'in atto una protesta violenta da parte di studenti serbi (probabilmente orchestrata a fini elettorali dalla capillare rete di provocatori ultras) che si rifiutano di dividere un edificio scolastico con quelli musulmani, tutti i sondaggi danno per vincenti al prossimo voto politico i partiti ultranazionalisti serbi come SDS fondato a suo tempo da Radovan Karadzic. Una buona notizia viene da Prjedor, dove il governo della citta' (che si trova nella RS) ha dato l'assenso alla ricostruzione di alcune moschee. Durante il 1992 ne furono distrutte 32 solo nella area della cittadina a nord est di Banja Luka. 16.10.2000. ANTONIO RUSSO E' MORTO. Non ho ancora i dettagli, si trovava nel caucaso, in Georgia a Tblisi, e' stato trovato cadavere sul bordo di una strada fuori citta'. Antonio Russo era la passione di informare su fatti e luoghi ignorati dai piu' senza paura di rischiare la pelle. L'ho conosciuto e frequentato per una settimana a Pristina nel dicembre del 98. Senza di lui non avrei capito quel che ho capito del Kosovo e non avrei conosciuto quei bambini di strada che lo seguivano per la citta'e cenavano con lui che li considerava fratellini minori e per i quali era un barlume d'affetto nella miseria delle loro famiglie. Antonio mi offri' il telefonino di Radio Radicale, del quale sino a oggi era inviato speciale, tanto con tutti i miliardi che hanno preso dallo Stato, una telefonata per te se la possono permettere. Accanto al cadavere non sono invece stati trovati il computer e il telefono satellitare. Aveva iniziato a Radio Radicale per provare a fare il giornalista, lui che era esperto di diritto internazionale e volontario della cooperazione non governativa. Era un inviato molto speciale. Per essere radicale era stato persino pestato da giovani di un centro sociale che lo avevano riconosciuto dopo la notorieta' raggiunta rimanendo a Pristina durante in bombardamenti NATO ma schierato con la gente kosovara e non con la sinistra filomilosevic. Tanto speciale da occuparsi dei ceceni. I Ceceni, che in Italia hanno meno simpatizzanti degli zingari e degli albanesi. Pensate che stava raccogliendo un elenco di famiglie profughe della Cecenia per cercare di organizzare aiuti dall'Italia e dal Partito Radicale Transnazionale che da oggi annovera un altro militante assassinato e che nessuno in Italia si fila eccetto quei lebbrosi dei radicali stessi. Un uomo libero, senza potere, altruista, appassionato, senza parrocchia e' stato ucciso. Non sentirete nemmeno i coccodrilli delle TV. I radicali ne parleranno come di uno dei loro anche giustamente, e poi il silenzio e il sogno che un giorno ci sara' qualcun altro che andra' come Antonio Russo a vivere nelle periferie del mondo per capire cosa raccontare poi a noi comodi in poltrona. 16.10.2000. L'incontro tra Kostunica e i leader dell'Unione Europea dovrebbe aver segnato definitivamente la svolta della Jugoslavia verso una evoluzione virtuosa. Il nuovo presidente ha affermato che rispettera' la autonomia del Kosovo (non la sua indipendenza) e che cambiera' persino il nome della Federazione che potrebbe divenire Serbia e Montenegro. Il 24 dicembre si svolgeranno in Serbia le elezioni per il parlamento e governo nazionali (ricordiamo che Kostunica ha vinto le elezioni federali) e li' si potra' verificare se i moderati vincitori alle federali sapranno vincere ancora una volta. Per ora i ministeri serbi principali restano nelle mani dei socialisti fedeli a Milosevic. Veder Kostunica assieme ai capi di Stato europei deve aver fatto impressione ai suoi connazionali abituati a considerarsi isolati e a rischio di bombardamenti da parte dell'occidente. Kostunica non e' un gran moderato ma ora certo sara' piu' chiara la differenza tra votare per quelli di Milosevic e per quelli che invece gia' hanno raccolto 400 miliardi per l'emergenza invernale. Soprattutto sara' chiaro che l'occidente non e' satana. Kostunica davanti alla folla insorta aveva dichiarato che la NATO non avrebbe bombardato la Serbia se non ci fosse stato Milosevic. Certo non voleva dire che le bombe erano giuste ed ora puo' dimostrare cosa vuol dire aver sconfitto la volpe dei balcani. La Russia rimane amica, la Cina vedremo, ma tanto i soldi arrivano dall'occidente. La strada e' lunghissima. Basti pensare che alla svolta moderata in Croazia e quella in Serbia, i croati e i serbi di Bosnia non sembrano aver fatto caso e continuano a sostenere le ali piu' oltranziste e violente. Le forze NATO hanno sequestrato documenti in una sede delle forze militari croate di bosnia dove si trovavano anche armi illegali. Piani per boicottare le attivita' tese a attuare i piani di pace e collaborazione con la parte bosniaco musulmana. A Banja Luka, in vista delle elezioni politiche di novembre, un sondaggio ha confermato che il candidato ultranazionalista alla presidenza della Republica Srpska Mirko Sarovic ha il 69% dein consensi contro il 31 del leader moderato e attuale capo del governo serbo bosniaco Milorad Dodig. 11.10.2000. La situazione politica a Belgrado rimane altamente complicata. Il governo e' ancora in mano ai fedeli di Milosevic e prima di novembra non ci saranno elezioni per il parlamento serbo. Infatti quelle appena tenute e quasi finite in guerra civile erano relative alla Federazione Jugoslava e non alla Serbia che e' uno dei due stati che la formano. Il patriarca ortodosso di Serbia , Pavle si e' incontrato a Vienna con Romano Prodi e domani Giuliano Amato si reca a Belgrado, mentre Kostunica sara' ospite del vertice UE a Lisbona nelle prossime settimane. Ma la situazione non e' chiara come sembra. Il premier serbo Milutinovic ha dato le dimissioni e il partito socialista ha rotto le trattative con il DOS di Kostunica che cosi' non avra' la maggioranza nel parlamento federale. Il ministro del governo serbo Marianovic (socialista come Milosevic) ha intenzione di tenere il controllo della polizia. L'occidente ha precipitosamente annunciato la fine delle sanzioni anche per evitare che l'inverno si abbatta su una popolazione ridotta in miseria, ma l'arrivo dei finanziamenti urgenti rischia di finire nelle mani sbagliate. Questo e' gia' successo in Bosnia Erzegovina e in parte in Kosovo e prima ancora in Croazia. Dal 92 l'occidente non ne ha azzeccata una. I mediatori che lavorano a Sarajevo chiedono continuamente la conferma del flusso di aiuti e della presenza delle truppe internazionali, prevedendo catastrofi in caso cessassero. In Kosovo non si e' tenuto conto dell'esperienza in Bosnia, ora cosa succedera' con la Serbia? 8.10.2000. Grande euforia a Belgrado dopo che Milosevic e' stato di fatto deposto dalla folla di centinaia di migliaia di persone convenute nelle piazze delle citta' serbe e poi in quelle della capitale dove senza spargimento di sangue e con pochissimi atti di violenza si e' realizzata una rivoluzione che potrebbe aver tolto di mezzo l'ultima dittatura europea con un ritardo di dieci anni sulla caduta di quelle dell'europa dell'est. L'unico personaggio legato a Milosevic che e' fuggito da Belgado e' pero' il figlio Marko con la sua famiglia. Se ne sono andati per ora in Russia. I capitali depredati dalla volpe dei balcani e dalla sua famiglia sono pressoche' intatti all'estero (probabilmente in cina) e solo un negozio del figlio marko risulta danneggiato. La fuga del rampollo potrebbe essere momentanea e nel frattempo qualcuno curera' gli interessi economici in Serbia e anche in Bosnia, dove, a Banja Luka, possiede diverse proprieta' recentemente acquistate. La senzazione di chi scrive, e ho aspettato qualche giorno proprio per questo, e' che qualcosa non torni, anzi parecchie cose siano fuori posto all'indomani della sommossa popolare dei serbi per altro sincera e bellissima. Non so perche' ma mi viene in mente l'Italia e Andreotti. Giulio Andreotti e' sempre lui, passato dalla seconda guerra mondiale sino a tangentopoli, da Scelba al prossimo Rutelli, dal bandito Giuliano a Toto Riina, non si e' mai mosso. Gradito agli arabi e agli israeliani, ai russi e agli americani, ostico ma rispettato in fondo anche dai comunisti oltre che dai fascisti. Nessuna rivoluzione lo spostera' dal centro politico italiano e dal suo immenso potere di controllo politico. Come Milosevic, Andreotti ha saputo guadagnare soprattutto dalle sconfitte piu' che dalle rare vittorie. Ovviamente Andreotti e' molto piu' abile ed evoluto di Milosevic che si e' sporcato le mani in ruberie e mafie molto piu' primitive e sanguinarie, ma queste sono differenze ambientali. I Balcani sono un territorio dove ancora il potere puo' e deve usare mezzi primitivi. La sensazione non cambia. Milosevic e' ancora piu' al centro della politica jugoslava. Annuncia in TV la propria sconfitta, investe il suo successore, incontra i russi e forse anche i cinesi. Milosevic e' ancora e forse ancora piu' di prima IL MURO DI BERLINO DEL 2000Rinasce dalle sue ceneri e controlla ancora piu' di prima la situazione con il vantaggio di non avere piu' responsabilita' su quanto accade da oggi in poi perche' lui ora e' all'opposizione. Timori di essere catturato e processato? Pochi dovrebbe averne con due alleati come Pechino e Mosca. Proprio come ai vecchi tempi. L'unico rischio e' che qualche serbo si accorga dell'inganno e decida di risolvere la situazione come facevano gli anarchici un secolo fa. Peccato davvero per i miei amici serbi. Ora il loro Andreotti non ha piu' bisogno di carri armati o lupare, proprio come il nostro. -------------------------- --------Qualche giorno prima.. --------------------- ------------3.10.2000. La situazione in Serbia sta precipitando. Belgrado, diverse citta' e villaggi e le principali arterie stradali sono teatro di clamorose manifestazioni di massa contro la decisione di Milosevic di ordinare il ballottaggio per l'8 ottobre. Altrove troverete le cronache dettagliate (http://news.beograd.com/english/index.html). I dati fondamentali sono due: la presenza a Belgrado di due inviati di Mosca e l'atteggiamento dell'esercito jugoslavo e delle forze di polizia. Sono gia' apparse nei servizi TV scene nelle quali si vedono i manifestanti discutere animatamente con i poliziotti in classico stile balcanico da uomo a uomo, segno questo che le forze di polizia non intendono per ora usare la violenza e che i manifestanti sono pacifici e intenzionati a fare proseliti. Piu' difficile capire quale atteggiamento terra' l'esercito e poi si dovra tenere conto delle forze speciali che certo non si faranno influenzare dai discorsi se dovessero ricevere l'ordine di intervenire. La minaccia piu' concreta proviene dalle miniere di carbone dove uno sciopero porterebbe al blocco della distribuzione dell'energia in pochi giorni. Li' forse si giochera' l'eventualita' di unop scontro fisico tra militari e manifestanti. 1.10.2000. Vigilia pesante per la Jugoslavia. Domattina alle 5,30 scattera' uno sciopero totale, piu' che altro un blocco generale di tutte le attivita' a esclusione dei servizi indispensabili. Questa volta sembra davvero possibile che il popolo trovi il coraggio di dire basta a Milosevic. Se questo accadra' si assistera' a un evento che pochi popoli possono mettere in atto per qualita' e ostinazione. Milosevic vedra' e tocchera' con mano la volonta' dei serbi i quali per esempio sono riusciti a organizzare raduni di centinaia di migliaia di persone ogni giorno per mesi, fatto questo che probabilmente ha pochi precedenti mondiali. Il no della volpe dei balcani all'offerta di mediazione di Mosca taglia l'ultima possibilita' di trattative e certo non rafforzera' l'amicizia tra Putin e Milosevic. Forse quest'ultimo ha gia' trovato asilo politico altrove, magari in Cina o in Iraq, ma certo sara' difficile chiedere aiuto ai russi e alla chiesa russa se dovra' fuggire. D'altra parte ormai Milosevic e' rimasto solo con i suoi fedelissimi, prigionieri fino in fondo dell complcita' nella folle avventura iniziata nel 91 quando alle istanze secessioniste di Slovenia e CRoazia la leadership serba decise di rispondere con i Mig e i tank. Di li' l'inizio della fine per centinaia di migliaia di vittime ma anche per lo stesso grande manovratore. Il detto balcanico secondo il quale LA GUERRA FINIRA' LA' DOVE E' COMINCIATA sta per avverarsi. Non resta che sperare che si tratti solo dello scontro finale interno alla famiglia che ha gestito la dittatura e non si versi piu' sangue di innocenti. 29.9.2000. IL 28 ottobre vi saranno elezioni amministrative in Kosovo e l'11 novembre vi saranno le politiche in Bosnia Erzegovina. A Pristina si e' svolta una manifestazione voluta dal leader moderato Rugova durante la quale questi ha annunciato che l'obbiettivo e' l'indipendenza della regione. Dal Montenegro giungono segnali preoccupanti. Gli alleati montenegrini di Milosevic potrebbero anche passare a sostenere Kustunica visto che questi per ora ha confermato una posizione nazionalista molto dura che certo non comprende la disgregazione di cio' che rimane della Jugoslavia. La sconfitta di Milosevic, anche se fosse riconosciuta senza problemi, genera subito la forza centrifuga di coloro che da oltre un decennio ne hanno subito le vessazioni (kosovo) e porta il montenegro sulla soglia di un divorzio che diviene invece impossibile. L'occidente se da una parte ha preso (illegalmente) possesso del Kosovo, dall'altra non puo' non aprire alla nuova leadership belgradese il che esclude un appoggio alla eventuale secessione montenegrina. Anche se Milosevic se ne andasse senza colpo ferire (eventualita' difficile a meno di successo di trattative segrete sulla sua impunita'), i problemi che lascia saranno molto complessi da risolvere. 28.9.2000. Come volevasi dimostrare..la Jugoslavia va verso uno scontro politico che per la Serbia e' senza precedenti. Si tratta della implosione finale. Il processo del non riconoscimento del voto che piu' volte si ripete' nei paesi una volta parte della Federazione Jugoslava negli ultimi 10 anni si rivolge ora contro il regime di Milosevic che ne fa uso in proprio contro il popolo serbo che pretende di rappresentare. Il vincitore Vojslav Kustunica ha affermato davanti a una folla enorme che il ballottaggio, annunciato dalla commissione elettorale governativa per l'8 ottobre, e' inaccettabile. Kustunica ha anche ripreso i temi nazionalisti e attaccato sia l'ambiguo Vuk Draskovic sia il presidente del montenegro Dukanovic. Ora la parola resta alla piazza e di conseguenza all'esercito che deve scegliere se seguire il vero responso delle urne, riconosciuto persino dalla chiesa ortodossa di Belgrado, oppure attendere e obbedire alle iniziative di cio' che resta del regime di Milosevic e di sua moglie Mirjana Markovic e non resta che augurarsi che la nuova Jugoslavia nasca senza sangue e lasci presto anche l'estremismo nazionalista. 25.9.2000. Potrebbe davvero essere finita l'era Milosevic e i Balcani potrebbero davvero tentare di diventare una area normale e non una penisola isolata dal resto del mondo dove succede l'incomprensibile e dove tutti sono potenziali assassini. Sempre che questo sia possibile senza una nuova guerra (e lo capiremo entro pochi giorni o ore) il processo non sara' facile. Vojslav Kostunica non e' poi quel gran moderato che sembra e Vojslav Sesely gli si e' gia' posato sulla spalla come un sanguinario avvoltoio, segno questo che morto un papa se ne fa un altro, ma il vaticano impiega millenni per cambiare una virgola. Forse non ci vorranno millenni in questo caso perche' i nodi verranno al pettine, Montenegro e Kosovo non possono attendere e non attenderanno. Le prossime ore ci diranno cosa accadra'. La calma apparente nei Balcani nasconde di tutto. Chi vivra' vedra', mi ha scritto una amica serba di Banja Luka proprio ieri sera. Ecco i risultati elettorali secondo Center for Free Elections and Democracy The Center for Free Elections and Democracy is a nonpartisan, nongovernmental and non-profit organisation. It was established in August, 1997. It was founded by citizens, among whom are leading experts in the field of electoral procedures, students - members of the Legal Board of the Student Protest 19961997, professors from Belgrade and Novi Sad Universities, and eminent public figures from various fields. Ever since it has been founded, CeSID has had an exceptionally prolific cooperation with UGS Nezavisnost (The Association of Labour Unions Independence), The Independent Pensioners' Association of Serbia, and Student organisations. September 26, 2000 RESULTS - 22:30 Belgrade, September 25 -2952 polling stations processed V. Kostunica 938729 56,35% S. Milosevic 567626 34,08% T. Nikolic 92673 5,56% V. Mihailovic 51795 3.11% M. Vidojkovic 14949 0,90% 22.9.2000. L'ombra delle elezioni in Serbia e Montenegro incombe su tutti i balcani. Il voto di domenica potrebbe decidere la fine della dittatura e la normalizzazione della Jugoslavia con la rottura del suo isolamento, oppure potrebbe persino scatenare una guerra interna riportando l'orologio balcanico indietro di anni. Il comportamento occidentale e' al solito convulso ma soprattutto incompetente. L'offerta ricattatoria di montagne di denaro per la ricostruzione in cambio della cacciata di Milosevic tramite voto contrario sarebbe offensiva per qualsiasi popolo con un po' di dignita' e diviene , nel caso dell'orgoglioso popolo serbo, un boomerang utlizzato dalla stessa propaganda del regime per controllare i favori delle masse serbe (ancora una volta il popolo della campagne, contro quello delle citta') che da decenni vengono nutrite a base di vittimismo nazionalista e che dalle sofferenze traggono spirito e energia nazionalista. Qui sotto vi riporto un estratto dall'ultima edizione del notiziario dell'osservatorio sul Montenegro con le citazioni dei leader politici dalle qujali si evince tutta la tensione. Solo una nota dalla Bosnia. E' stato arrestato il generale croatobosniaco Ivan Andabak sospettato di aver organizzato vari atti di terrorismo fra i quali l'assassinio del ministro Jozo Leutar, croato, avvenuto un anno fa. Leutar si era distinto per la lotta al mercato nero in Bosnia. Secondo l'emissario ONU per la Bosnia Jacques Klein, l'arresto e le indagini sono andate a rilento per l'ostruzione di alcuni importanti croati di bosnia. La situazione in Bosnia e' ancora disastrosa sotto molti punti di vista ma ogni tanto arriva qualche buona notizia. M O N T E N E G R O W A T C H # 28 - September 21, 2000 Serbia Watch, a bulletin reporting civil society, political and economic developments on Serbia, is issued by the Open Society Institute (Washington office-John Fox, director). Please communicate any questions, comments or requests to receive Serbia Watch to: Kristine Powers at 202-496-2401 or kpowers@osidc.org ******************************************** ***** M O N T E N E G R O P R E E L E C T I O N A L E R T "If Milosevic decides to provoke a military conflict with Montenegro, then we would have no choice but to defend the state and our freedom...It is more and more clear to Milosevic that his chances of winning at these elections in a legal way are minimal - they practically do not exist. Therefore he is trying to scare the Yugoslav public with speculation about introducing a state of emergency." -- Milo Djukanovic, President of Montenegro, speaking to Russian public TV Quoted by Reuters, September 21 -- Podgorica "The survival of the state depends on the Serbian and Montenegrin people. The outside world has nothing better to do than try to provoke conflict between Serbs." -- Slobodan Milosevic, President, Federal Republic of Yugoslavia Quoted by SKY News, September 20 - Berane, Montenegro "Milosevic didn't visit the community of which he is president. He came to Montenegro like a coloniser coming to his new colony. If it had been otherwise, his meeting would not have resembled a military exercise. Montenegrin towns were under a state of siege today, with bulletproof vehicles and troop carriers patrolling the streets...if the people love him so much, why didn't Milosevic walk through the towns? Statement, Democratic Party of Socialists of Montenegro Quoted by Agence France Presse, September 20 - Podgorica "I was blackmailed into joining [VJ 7th Battalion Military Police in Montenegro] . It was my only way to avoid jail. If I don't do this job well I could get three to five years...[The unit's orders are for] just offensive action. We are training how to take vital objectives in as short a time as possible." -- "Marko", underworld-turned-VJ operative Quoted by MNNews, September 20 - Podgorica "'We can be dragged into conflict very easily, I am very much sure Milosevic is planning one. We have been sending messages and Mr Milosevic understands it quite clearly - that he cannot repeat here what he did in Bosnia and Croatia. --Dragisa Burzan, Deputy Prime Minister, Montenegro Quoted by MNNews, Sept. 20 -- Podgorica "If we are the victims of violence, we would be expecting the international community to use all possible means to assist Montenegro, including economic assistance, military assistance, no fly zones, whatever." -- Branko Lukovac, Montenegro's Foreign Minister Quoted by MNNews, September 20 - Podgorica "Milosevic should be advised not to make any miscalculation and he shouldn't underestimate our resolution...The world is watching and the world is concerned." -- Lord George Robertson, NATO Secretary General Statement, Sept. 19 -- Brussels 11 settembre '00. Per comprendere come nasce la catastrofica politica dei paesi cosidetti civili nei confronti dei balcani basta annotare come mentre gli USA hanno messo una taglia di 5 milioni di dollari sul presidente serbo Milosevic ricercato anche dal tribunale ONU per i crimini nella ex-yugoslavia, il ministro degli esteri greco Papandreu ha effettuato una visita ufficiale a Belgrado, a Milosevic in piena campagna elettorale per il voto che avverra' tra qualche giorno. D'altra parte Papadopulos ha incontrato anche l'avversario della volpe dei balcani, Kostunica, un moderato che per altro ha gia' affermato che nel caso fosse eletto non consegnerebbe Milosevic all'ONU. La Grecia ha sempre avuto parte importante nella comunita' delle chiese ortodosse e per questo vicina alla parte serba. Probabilmente sarebbe necessario trovare una via intermedia tra la complicita' con crimini innegabili e grottesche taglie internazionali stile far west che non servono a niente se non a alimentare gioiosamente quanti vivono di antiamericanismo. Papandreu ha chiesto ai leader serbi di garantire elezioni libere e di cessare l'isolamento dall'occidente, ma l'effetto di una visita inaspettata dopo anni di isolamento non potra' che portare acqua al dittatore al potere che per altro raccoglie anche grottescamente l'appoggio degli italiani di rifondazione comunista e della lega di bossi al tempo stesso. In una situazione del genere, e' facile condividere chi sosteneva gia' nove anni fa che la guerra balcanica era in realta' una guerra tra le potenze occidentali giocata sul ring della vecchia yugoslavia e sulla pelle dei poveri popoli di quelle zone. Non meravigliano le notizie dalla bosnia dove il garante degli accordi di Dayton, Petritsch, ha rimosso ben 15 amministratori di vari livelli perche' totalmente inadempienti nei confronti dei compiti istituzionali assegnati ai loro incarichi dagli accordi di pace. Se questi personaggi possono remare sfacciatamente contro e' perche' comunque sanno di godere di coperture politiche e spesso anche del favore del proprio popolo. A Banja Luka manca da due anni il presidente della entita' serba visto che l'estremista poplasen fu rimosso perche' guerrafondaio, ma nessuno si sogna di eleggerne uno nuovo e per la gente e' sempre poplasen a essere considerato il presidente. Petritsch ha lancianto nuove accuse a Belgrado da dove Milosevic manovra gli estremisti serbo bosniaci per boicottare il moderato dodig e il processo di pace, ed ecco che i socialisti serbo bosniaci riescono a far votare dall'assemblea parlamentare di banja luka una mozione di sfiducia a dodig stesso. Nazionalisti scatenati che vogliono salvare il proprio potere a ogni costo e oppozioni moderate divise e deboli, questa e' la situazione in bosnia e yugoslavia e qui ci sono le grandi incognite del montenegro (dove le opposizioni non andranno a votare) e del kosovo dove i serbi voteranno quasi clandestinamente. Tutto cio' mentre un milione di persone e' ancora lontano da casa propria e mentre i balcani sono sempre piu' la porta di enormi traffici ma anche dei flussi di clandestini sin dalla cina. (12 corpi di iraniani trovati sul fiume Sava al confine tra bosnia e croazia qualche giorno fa) Unica situazione in netto miglioramento e' quella della croazia dopo l'avvento dei moderati di Stipe Mesic e Ivan Racan ma recentemente la tensione sale. Mesic sta davvero cooperando con il tribunale dell'aja e per questo e' stato gia' minacciato di morte via fax all'indomani dell'assassinio di un importante testimone croato comparso davanti al tribunale dell'ONU. Milan Levar (questo era il suo nome) aveva accusato alti personaggi croati e rilasciato varie interviste prima di saltare in aria nella sua casa di Gospic (localita' dove fra l'altro iniziarono i primi scontri tra serbi e croati nel 91). Mesic ha accusato il governo racan di essere troppo morbido nei confronti della destra estremista e terrorista. Il fax che condanna a morte il presidente croato e' firmato confraternita rivoluzionaria croata. Secondo Bill Clinton Radovan Karadzic sara' arrestato prima della fine dell'anno, mentre a banja luka gira voce che il prossimo arresto eccellente sara' quello di biljana plavsic (moderata ma solo dopo il 95) gia' braccio destro di Karadzic e ideologa del razzismo antimusulmano. Se e' vero che Milosevic ha pilotato il massacro bosniaco questi due personaggi dovrebbero saperne qualcosa e portrebbero anche decidere di parlare in cambio di miti condanne. Ma con i se si va poco lontano. 16.6.2000. Se perfino il ministero degli esteri della russia ha espresso condanna e preoccupazione per l'attentato con il quale sconosciuti hanno cercato di uccidere il leader di opposizione serba Vuk Draskovic, evidentemente le cose stanno in qualche modo precipitando. Draskovic si trova nella localita' costiera di Budva in Montenegro e per miracolo e'sopravvissuto alla raffica di colpi sparatigli dall'esterno della sua casa mentre si trovava nel suo studio. Il capo della polizia montenegrina Maras ha offerto le sue dimissioni sentendosi responsabile e ha annunciato che saranno prese misure severe per cercare di reagire alla atmosfera di terrore che e' stato trasferito da Belgrado al Montenegro. Per Draskovic il mandante dell'attentato e' direttamente il dittatore serbo Slobodan Milosevic e certo non e' il primo ne' sara' l'ultimo tentativo di ucciderlo, lui che e' stato anche alleato del regime. Come annunciato dai tanti omicidi eccellenti e misteriosi avvenuti in Serbia recentemente, e' in atto quel processo di regolamento di conti classico di una situazione che scivola verso crisi imprevedibili e nella quale tutti cercano di salvare la propria posizione o quantomeno se' stessi. Nel caso dell'attentato a Draskovic la sua gravita' e' doppia perche' avvenuto in Montenegro e oltre a rappresentare un attacco alle opposizioni e' al tempo stesso il primo grosso passo per esportare la tensione e la paura nello stato costiero dove le elezioni amministrative di domenica scorsa hanno mostrato come la popolazione sia divisa a meta' tra sostenitori del regime di Belgrado e oppositori. Da registrare la visita di esponenti del movimento di opposizione studentesca OTPOR al patriarca ortodosso di Belgrado. L'evento di per se' rappresenta un clamoroso segno di sostegno a OTPOR e alle opposizioni che per il governo di milosevic e dei suoi sono solo una accozzaglia di omosessuali lacche' della NATO. 12.6.2000. Dalle prime notizie che arrivano da Podgorica i risultati delle elezioni amministrative svoltesi ieri nella capitale del Montenegro e nella citta' costiera di Herceg Novi parlano di vittoria del partito del presidente Djukanovic (autonomista e filoccidentale) a Podgorica mentre a Herceg Novi ha prevalso il partito del presidente federale jugoslavo Bulatovic fedelissimo di Milosevic e duramente contrario a qualsiasi forma di autonomia del Montenegro da Belgrado (processo che comunque e' gia' strisciante da tempo). Questi risultati danno ragione proprio ai duri del regime jugoslavo che hanno sempre sostenuto che in Montenegro non esiste una maggioranza favorevole all'allontanamento dalla federazione. Trattandosi di elezioni amministrative si potrebbe pensare che i risultati non possono essere letti in senso politico ma questo e' inevitabile nella situazione di scontro sociale in atto e comunque trattandosi dei due maggiori centri del Montenegro, non si puo' certo pensare che dai centri minori e nelle campagne potrebbe venire un segnale moderato favorevole ad una maggiore autonomia ne' tantomeno ad una secessione. Provincie e campagne nei balcani sono sempre state il bacino di voti garantito per le forme piu' dure di nazionalismo e conservazione. Il Montenegro e' abitato da una sola etnia anche se i montenegrini sono gli unici nella exiugoslavia che avevano un proprio regno. La spaccatura e' verticale e al 50%, meta' con Belgrado e meta' (i montengrini veri) per la secessione. Per altro questi ultimi sino alle aberrazioni piu' clamorose si erano sempre pronunciati per rimanere con Milosevic, cosi' come ha confermato la gente di Herceg Novi che in gran numero proviene dalle Krajne croate e dalla Bosnia (e per questo difficilmente si schierera' con i filoccidentali ritenuti causa della propria rovina) e da militari visto che a Cattaro ha sede e deposito cio' che rimane della flotta militare jugoslava che ancora conta eccome. Durante le commemorazioni della fine dei bombardamenti NATO sulla Serbia (una delle quali si e' svolta a Mosca con i rifugiati serbi in russia), il comandante in capo Pavkovic ha garantito, davanti anche alla moglie di Milosevic, che l'esercito impedira' con ogni mezzo una nuova guerra civile. Non si ripetera' cio' che accadde nel 91/92, ha detto il generale. Secondo la lettura serba (e di tanti comunisti anche in italia) la cosa significa che non sara' permesso all'occidente di macchinare tramite anche l'uso di denaro e imprenditori esteri oltre che con mezzi militari per distruggere la Jugoslavia. Come si ricordera' infatti secondo Belgrado e molti occidentali 'antagonisti la guerra nei balcani e' scoppiata perche' la Germania e il Vaticano hanno dato man forte ai croati in quanto cattolici e ricchi e gli USA hanno aiutato i musulmani per fare un favore ai loro amici arabi produttori di petrolio. Putroppo il pasticcio della pace in Bosnia e la trappola creata in Kosovo favoriscono quantomeno il definiri ONU e occidente con i peggiori aggettivi in materia di politica estera e affini. Il governatore del Kosovo Kouchner ha affermato ieri che le forze NATO KFOR potrebbero restare in Kosovo anche dieci anni. Le elezioni in Montenegro sono cosi' testimonianza che il lento scivolare di quel paese verso la rottura con Belgrado non potrebbe altro che portare a uno scontro tra connazionali dal quale fra l'altro Milosevic potrebbe anche rimanere fuori lasciando che siano gli eventi ineluttabili a lavorare per lui. 6.6.2000. Proprio mentre inizio a scrivere questo pezzo arrivano notizie di scontri nella cittadina di Gracanica (Kosovo) dopo che questa mattina erano state lanciate granate in pieno centro ferendo 12 passanti di etnia serba. Subito la popolazione serba ha dato vita a una protesta di piazza che poi secondo l'agenzia beograd.com e' sfociata in incidenti durante i quali sono state incendiate diverse auto di operatori internazionali. La situazione in Kosovo sarebbe da definire grottesca e forse anche comica se non si trattasse di una tragedia immane della quale non si vede la fine. Tanto per fare un esempio, la svizzera ha iniziato del 1 giugno il rimpatrio forzato di 10500 kosovari rifugiati ai quali versera' un migliaio di dollari a patto che se ne tornino a casa loro (??). Il capo di stato maggiore dell'armata jugoslava Nebojsa Pavkovic, in una intervista alla rivista italiana Limes (nel numero speciale gli stati mafia uscito il 1 giugno '00), spiega cordialmente che il suo esercito tornera' presto in Kosovo non solo perche' il Kosovo e' la terra natia del popolo serbo ma perche' cosi' e' stato deciso dagli stessi stati che stanno organizzando delle elezioni regionali che non potranno che essere illegali. Fra l'altro la Jugoslavia ha chiesto all'ONU lo smantellamento del tribunale dell'aja per i crimini di guerra nella exjugoslavia, dopo la decisione del tribunale stesso di non procedere contro la NATO per i bombardamenti di una anno fa sulla serbia. In effetti a occuparsi della NATO dovrebbero essere degli psichiatri visto il pasticcio infernale realizzato in Kosovo e i brillanti risultati dei bombardamenti che non hanno intaccato la forza dell'esercito servo del dittatore Milosevic, il quale ha potuto scatenare una campagna di denigrazione della opposizione accusandola di essere serva dell'occidente imperialista (il che gli ha procurato amicizia eterna da quel democratico di Saddam nonche' miliardi di marchi da quei democratici di Pechino). L'ondata nazionalista albanese/kosovara e' arrivata a un livello di oltranzismo tale che la KFOR ha chiuso su ordine di UNMIK il giornale albanese DITA dopo l'uccisione di un serbo contro il quale il giornale aveva iniziato un linciaggio verbale. Negli ultimi giorni anche Washington si e'infuriata per la scarsa collaborazione dei leader albanesi nel combattere le ali estremiste. Intanto dopo la morte del collaboratore del presidente montenegrino prosegue il distacco dello stato costiero da belgrado, e podgorica si e' staccata dalle linee telefoniche internazionali jugoslave, cioe' controllate da Milosevic e banda, per connettere i telefoni del montenegro con quelli albanesi tramite un nuovo impianto di teleselezione internazionale a fibre ottiche situato a Scutari. Il presidente Dukanovic si e' recato prima a Berlino per incontrare il segretario di stato USA Albright e poi a Lisbona per incontrare il presidente di turno dell'UE Gutierrez, il che fa comprendere quanto di tema per la tensione con Belgrado. D'altra parte il ministro degli esteri tedesco fischer ha espresso ottimismo dicendosi sicuro che non vi saranno nuovi conflitti e che milosevic se ne andra' presto. Il presidente della federazione iugoslava (quel che ne resta) bulatovic in una intervista al corriere della sera ha definito i governanti montenegrini pupazzi di chi vuole destabilizzare la jugoslavia, ma intanto il regime di belgrado, dopo aver chiuso emittenti radio e tv ha anche sottratto la gestione dei trasporti urbani di belgrado alla legittima amministrazione comunale che ha il difetto di avere un colore politico d'opposizione alla attuale leadership. Concludiamo con qualche notizia buona da Bosnia e Croazia. Sono tornate a Srebrenica le prime 80 famiglie musulmane. Abiteranno in tende nei pressi delle loro case in via di ricostruzione. L'iniziativa e' per certi versi clamorosa ed e' stata possibile per iniziativa di una organizzazione di rifugiati musulmani senza accordi istituzionali con la amministrazione multietnica di Srebrenica che per altro funziona ben poco. Il Parlamento di Zagabria ha votato lo stanziamento di fondi per favorire il rientro degli sfollati serbi originari della Croazia (krajna). La nuova leadership croata di centro sinistra ha dato vita a un nuovo corso politico e sociale con effetti che potrebbero rivelarsi clamorosi e imprevedibili. Il settimanale globus ha pubblicato trascrizioni di telefonate nelle quali il defunto presidente tudzman si accorda con ufficiali croati e croatobosniaci a proposito dei azioni militari connesse all'eccidio di 116 musulmani avvenuto sette anni fa nel villaggio bosniaco di ahmici e piu' in generale a operazioni volte a annettere alla croazia parti del territorio bosniaco. Bruttina invece la notizia proveniente da Banja Luka dove l'ex presidente serbo bosniaca Plavsic e' stata messa in minoranza e dimessa dalla carica del presidente del partito moderato SNS. Questo potrebbe essere frutto di manovre occulte tese a destabilizzare la maggioranza moderata che sostiene il governo serbo bosniaco di milorad dodig, manovre che secondo la plavsic (che ha annunciato di voler subito formare un nuovo partito), proverrebbero da belgrado. 1.6.2000. Vi riporto le due ultime drammatiche notizie dal sito di Repubblica e uno scritto sul movimento OTPOR ore 01:03 del 01-06-2000 Jugoslavia: Montenegro, ucciso capo sicurezza presidente PODGORICA (JUGOSLAVIA) - Goran Zugic, il consigliere per la sicurezza del presidente montenegrino Milo Djukanovic stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a Podgorica, capitale della Repubblica che con la Serbia forma la Jugoslavia. Uno sconosciuto che riuscito a fuggire gli ha sparato, secondo testimoni, una raffica con un'arma automatica. Il c adavere di Zugic stato visto da un giornalista nel cortile dell'edificio dove il consigliere presidenziale aveva l'appartamento, non lontano dalla pi grande piazza del mercato della citt. L'intera zona stata circondata e isolata dalla polizia. Numerose personalit sono state uccise quest'anno in Serbia, ma la prima volta che gli assa ssini colpiscono in Montenegro dove Djukanovic, dalla sua elezione nel 1996, sta cercando di sottrarsi al controllo del presidente jugoslavo Slobodan Milosevic. ore 00:23 del 01-06-2000 Jugoslavia: Draskovic denuncia arresto sue guardie del corpo BELGRADO - L'arresto di quattro sue guardie del corpo stato denunciato oggi dall'esponente dell'opposizione serba Vuk Draskovic: Evidentemente - ha commentato, parlandone con i giornalisti - la mia scorta costituisce l'ostacolo principale per il mio assassinio. I quattro, ha detto Draskovic, sono stati arrestati all'aeroporto di Belgrado, dov e aspettavano il suo sbarco di rientro da una missione a Mosca insieme ad altri due esponenti dell'opposizione, con i quali aveva cercato nella capitale russa appoggi per la sua politica contro la repressione che il regime del presidente jugoslavo Slobodan Milosevic sta attuando. L'INTERVENTISTA http://members.xoom.it/interventi/ _ Anno 2000 - La Rivoluzione Bussa alle porte d'Europa? E' una manovra N.A.T.O. per destabilizzare la Serbia ? Lasciamo a voi la scelta di decidere in merito! Il Regime Totalitario inizia la repressione contro gli studenti CHI SONO I RAGAZZI DELL' OTPOR a cura di Danica Razlag Cresce la protesta in Serbia Il movimento OTPOR, che vuol dire RESISTENZA apparve per la prima volta nell'autunno '98, naque con le proteste fatte dagli studenti universitari di Belgrado contro la nuova legge con la quale il regime aveva abolito ogni indipendenza dell'Universit, costretto i professori all' ubbidienza totale e nei fatti effettivamente attaccato il movimento studentesco. La ragione dietro la legge era appunto: prevenire qualsiasi protesta di massa (come quelle viste a Belgrado nel '96/97) e specialmente prevenire la partecipazione coordinata degli studenti. Le proteste del '98 non sono riuscite a bloccare la legge. Comunque, il movimento di resistenza nato con quelle proteste esiste ancora oggi ha visto in questi 20 mesi uno sviluppo considerevole. Di quella che era cominciata come una protesta di un gruppo assai limitato di studenti dell'Universit di Belgrado abbiamo oggi un movimento popolare con sezioni locali in 120 posti per tutta la Serbia. Al inizio era un movimento esclusivamente di studenti universitari, dopo il congresso nazionale (tenuto a Belgrado lo stesso giorno mentre il regime teneva il congresso del partito al potere) OTPOR si trasformato in movimento popolare, dunque non pi degli studenti ma di tantissimi cittadini pronti a resistere al regime. Il segno riconoscibile di OTPOR il pugno - un segno identificato da sempre con movimenti di resistenza alla oppressione. Il regime di Milosevic, invece, vuole attribuire a quel segno un significato fascista!!! Che cosa fanno le sezioni di OTPOR? La loro strategia e: creare le onde (make waves) e attrarre attenzione pubblica per mostrare il vero carattere del regime e la sua faccia disumana. Come lo fanno? Con dei happening molto creativi, pieni di fantasia, ed ironici. Per esempio: siccome il regime insiste esagerando (nella TV controllata) il suo ruolo positivo nella ricostruzione del paese distrutto nei bombardamenti cos nascono le barzellette sui ponti costruiti in una settimana sola - una sezione dell'OTPOR ha organizzato la festa di inaugurazione del ponte prodotto dalla technologia stealth (naturalmente invisibile). I loro poster, i loro volantini sono dappertutto... Cosa succede? Succede che i bambini piccoli, (et 10-12) si mettono a raccogliere i sticker di OTPOR invece di quelli di giocatori di calcio... succede che nelle piccole citt dove tutti si conoscono un ragazzo non pu trovare compagnia femminile se non attivista di OTPOR... succede che i loro bagget e le maglie con il pugno riconoscibile sono diventati gli oggetti pi ricercati... succede che la polizia, appoggio pi forte del regime, continua ad imprigionare almeno un attivista al giorno... succede che gli sconosciuti attivisti dei partiti di potere attaccano fisicamente, anche con delle armi, gli attivisti dell'OTPOR, in piena luce e davanti molti cittadini testimoni... succede che la polizia chiude gli occhi davanti a questi assalti ... succede che il viso fascista del regime si rivela e si espone quale veramente ... Che cosa stanno facendo ora? Il giorno, 13 maggio 2000. la Festa della sicurezza, la festa della polizia yugoslava. Siccome il regime li ha proclamati terroristi (anche se non hanno mai usato n proclamato nessun tipo di violenza) gli attivisti di OTPOR hanno deciso di segnare quel giorno arrendendosi alle forze di sicurezza (leggi: polizia). Cos il sabato prossimo gruppi di 100 o 200 attivisti di OTPOR in molte citt di Serbia cercheranno di arrendersi (da bravi terroristi) alla polizia. Alla vigilia di quel giorno hanno perci sospeso quasi tutte le altre attivit e si stanno preparando... Chi da loro appoggio? Prima di tutto, la societ civile, le ONG, perch si tratta di resistenza di tutti quei cittadini, uomini e donne a un regime che li sta soffocando e ammazzando oramai da dieci anni. Come tutti gli altri partiti di opposizione democratica, perch l'azione di OTPOR per loro un favore non misurabile... Che cosa ci vuole adesso? Ci vuole un appoggio della societ civile internazionale, di tutti quelle persone che disdegnano ogni oppressione, di quelli che sono a favore del mondo civile , per cittadini, a misura di cittadini... Marted, 23.maggio.2000 15:00 U proteklih osam dana, u oko 35 gradova Srbije privodjeno je vise od 230 aktivista pokreta Otpor, clanova opozicinih stranaka, novinara i gradjana. [in inglese] More then 230 activists of movement Otpor (Resistance), members of the opposition parties, reporters andcitizens had been detained in the last eight days in 35 Serbian cities. [in italiano] Negli ultimi otto giorni, in circa 35 citt della Serbia pi di 230 attivisti del Otpor, membri dei vari movimenti e partiti della opposizione, giornalisti e cittadini hanno avuto i fermi dalla parte della polizia del regime di Milosevic. LETTERA APERTA A MILOSEVIC Mr. President, As a citizen of my/our homeland who has lived for many years abroad I want to express to you my personal dissatisfaction with everything that is happening in our country regarding the student/youth movement OTPOR! If all activists of OTPOR, children, youngsters, students and all our citizens who support them and share their opinions are considered traitors, NATO mercenaries, terrorists, fascists, etc. along with all other epithets ascribed to them and used to define them, I want to communicate to you through this message that I express all my solidarity and all my support to ALL activists of OTPOR and to ALL the other citizens who support them and that I volunteer to be named that way, although I am,JUST LIKE ALLTHE OTHER CITIZENS OF OUR COUNTRY, a loyal citizen of our homeland! Lies, false accusations and calumnies never lasted long! I, too, believe in OTPOR and i a process... at least you should understand that, you who spent such a long time in the USA... I suggest you should listen to the song Save Serbia, Slobodan it is a very nice song, has an excellent rhythm and, asits best value, the text is fantastic! I agree completely with students andthe youth of OTPOR who rebuked our opposition leaders! God help you, With best regards Danica Razlag Vice President NGO - Osservatorio Etico Ambientale [Ethical Environmental Observatory] Italian Committee Against Depleted Uranium Sede Amministrativa, via F.lli Cervi Res.Idra 20090 Segrate(MI) Italy http://stop- u238.i.am Phone: (IT+) 2 21591373 GSM: (IT+ )338 5838282 Danica Razlag 27.5.2000. A Belgrado i giornalisti di TV Studio B leggono il giornale della sera sul marciapiede davanti alla sede dell TV chiusa dagli sgherri di Milosevic e la cosa piu' fantastica e' che a sentirli ci sono sempre centinaia di persone specialmente ieri sera dopo la manifestazione di migliaia di studenti contro il potere e contro le opposizioni capeggiata dalle mamme degli studenti vestite di bianco e con mazzi di fiori che chiedono la riapertura delle universita' chiuse alla normale attivita' con un altro colpo di mano seguito alla chiusura delle emittenti non allineate con il regime di Milosevic. (pensare che Tommaso di Francesco sul Manifesto e' arrivato a scrivere che prima di questa stupidaggine il Presidente serbo era un legittimo capo di stato regolarmente eletto dal popolo. A Di Francesco cala la memoria e aumenta la coda di paglia. Le elezioni con le quali il dittatore serbo e' stato rieletto furono date per buone anche dal OSCE ma in effetti voto' meno del quorum necessario per renderle valide e sostenere che Milosevic sia un esponente democratico e' davvero criminale) Vi riporto pari pari l'articolo pubblicato oggi da Repubblica da Belgrado, un'altra testimonianza sconvolgente di Biljana Srbljanovic: Noi ribelli nello zoo di Slobo DIARIO DA BELGRADO di BILJANA SRBLJANOVIC ----------------------------- ----------------------BELGRADO LA PRIMA sera dell'ultima ondata di proteste, nel momento in cui la polizia con le jeep lussuose, a grande velocit, ha cominciato a fare breccia nei gruppi di dimostranti, sono corsa a rifugiarmi in una strada laterale, sono scivolata ed ho battuto la schiena. Le conseguenze di questo banale infortunio, di cui soffro da giorni, hanno un meccanis mo strano. La schiena ora mi fa male soltanto se sto seduta e immobile, ma se mi muovo, se sto in piedi, passeggio o grido, il dolore stranamente cessa. Bench esista una logica spiegazione medica per questo, in particolare per il fatto che, dopo un'esperienza decennale di dimostrazioni di piazza alle spalle, sono piuttosto provata, tuttavia il segnale metaforico mi molto pi chiaro. Questo sordo, stupido dolore, come se qualcuno mi punzecchiasse con uno spillo, non mi lascia star ferma, non mi permette di desistere, mi ricorda che non devo rimanere inattiva. Ora o mai pi, in piazza con i giovani, ora o mai pi per cambiare finalmente tutto. PERCH per la prima volta nell'era Milosevic, una generazione affatto nuova, non consumata, di questo paese, sta prendendo sempre pi in mano le cose. Contro il potere e contro l'opposizione, era il motto della protesta autorganizzata degli abitanti di una cittadina della Serbia centrale. Nonostante il potere e un'opposizione incapace, i giovani della Serbia si organizzano spontaneamente questa primavera e cercano di fare la rivoluzione da soli. Sia Milosevic che l'opposizione li trattano con ferocia, la polizia picchia chiunque capiti in piazza, arresta, intimidisce, condanna e mette in prigione anche i minorenni, mentre l'opposizione negozia, si accorda, scende a compromessi, e non riesce proprio a mettersi a fianco dei propri figli. Quando, qualche giorno fa, in un cittadina della Serbia, un sedicenne stato arrestato per aver affisso dei manifesti di Optor(resistenza), la polizia lo ha trattato come se avesse catturato un pericoloso terrorista. Questo terrorista aveva una cartella, la colla e i manifesti, tanto coraggio personale e determinazione, e, quel che peggio, il desiderio di libert. La polizia ha perquisito il ragazzo, gli ha sequestrato l'arma (la cartella con i libri di scuola), lo ha detenuto illegalmente interrogandolo chi voleva uccidere?!!! In seguito lo hanno rilasciato, trattenendo i libri di scuola e i manifesti. Ma non importa, a quel ragazzo non servono pi i libri, le lezioni vengono tenute in piazza, a pieno contatto con la realt serba e il giovane sta superando tutti gli esami della sua vita. Questa primavera gli studenti serbi si organizzano autonomamente, si chiudono dentro le universit oppure marciano per le strade, invitano la gente a unirsi a loro, invitano i conformisti a trasfigurarsi, a rifiutare di farsi ricattare dallo stipendio mensile di un paio di centinaia di marchi, li invitano a prendere le proprie sorti in mano e a t rasformare il mondo con una lotta pacifica. Quanto sia basso il prezzo del compromesso a cui uno pu scendere i ragazzi lo sanno, ma non lo sanno coloro i quali scendono ai compromessi, gli adulti reagiscono solo sporadicamente, solo in alcuni luoghi scioperano, appena appena accettano la disobbedienza civile. Aspettano che siano i figli a fare le cose al loro posto, aspettano e cercano in una futura societ l'opportunit di adeguarsi ancora una volta, il piccolo conformista in loro segue attentamente gli sviluppi della situazione. Pronti alla corsa, aspettano di partire e di passare dall'altra parte quando sar arrivato il momento. Dieci anni di vita nella guerra e nella tirannia, e ora ormai apertamente sotto dittatura, hanno lasciato profonde tracce su quelli che rappresentano la base di una societ: i cittadini maggiorenni, che lavorano in aziende, ospedali, facolt, andate in rovina, ricurvi sotto il peso della miseria, e che hanno paura di perdere, appena drizzano un po' la schiena, anche quel poco che hanno. Per ques to i giovani si ribellano, non hanno nulla da perdere, perch nella vita non hanno proprio niente. Studiano all'universit prendendosi le proprie responsabilit, perch la laurea non gli garantisce un qualunque posto di lavoro, uno stipendio o un futuro; hanno perduto tutti i contatti con il mondo esterno, perch i viaggi sono un lusso che no n si possono permettere, in mano hanno soltanto le loro vite, ma anche il coraggio di resistere a tutto ci a cui si dovr resistere, purch porti al cambiamento. Nelle loro file c' una grande variet di posizioni ideologiche, politiche, personali e sociali. Fanno il tifo per squadre di calcio diverse. Eppure, nelle ultime settimane, tutti i nsieme stanno cancellando le differenze, cercano il minimo comune denominatore e insieme, uniti, lottano. Quale sia la loro reale forza si vede soprattutto dal panico e dalla paura che regna al potere, il regime ha paura del pugno simbolo di Optor pi di tutte le altre manifestazioni dell'opposizione messe insieme. Il potere ha paura degli studenti che ogni sera si chiudono nelle aule della facolt di architettura e sopportano i pestaggi da parte di assalitori mascherati che di notte spengono la luce sul pi grande viale di Belgrado e in tute fruscianti, nudi fino alla cintola, con le mascherine da chirurgo sul viso, fanno irruzione nelle aule e bastonano tutti quelli che trovano. Il potere ha paura degli studenti che ridono in faccia ai loro rettori quando questi li invitano a tornare s ui libri e a dimenticare la politica, oggi i ragazzi in Serbia ridono in faccia ai loro professori, con il sorriso sopportano le bastonate e sorridendo non rinunciano alla resistenza. Due giorni fa ad altri studenti, di un'altra nazionalit, un giudice serbo mercenario del regime ha comminato una pena collettiva di alcune centinaia di anni di carcere. Dico collettiva perch il giudice in questione non ha potuto individuare la responsabilit individuale ma solo quella collettiva. Anche questi studenti sono accusati di terrorismo, sono albanesi kosovari, sono stati processati per la loro appartenenza etnica, e ora si trovano nelle carceri a scontare un secolo o due di pena. anche per questi studenti, che solo i loro colleghi serbi possono liberare, anche per i figli altrui, che i nostri ragazzi lottano. Il governo serbo ha reso noto che l'ingresso nelle facolt sar permesso solo con il controllo dei documenti personali e solo per chi in quel momento all'universit ha qualcosa da fare. Poco prima, con un gruppo di quindici professori e assistenti della facolt dove lavoro, ho incominciato uno sciopero. Finch i nostri studenti vengono bast onati, ogni attivit didattica insensata, o meglio, ora siamo noi a dover imparare qualcosa dei ragazzi, ora loro devono far lezione a noi, insegnarci come ci si comporta nella vita, come bisogna lottare e che cosa sia il coraggio. Ora alla facolt dove ho studiato e dove subito dopo la laurea ho cominciato a lavorare, io non posso pi entrare. Io all'universit non ho nulla da fare perch non voglio presenziare agli esami e volontariamente non permetter mai a nessuno dei mercenari di Milosevic di controllare i miei documenti per farmi entrare nelle gabbie di uno zoo . Perci quella porta per me rimane chiusa a tempo indeterminato. In effetti, l dentro io non ho davvero nulla da fare. Da quando uno studente del primo anno di drammaturgia stato arrestato per aver distribuito al mercato i volantini dell' Optor, il mio posto non pi all' universit. Allievi interessati alle mie lezioni li troverei pi facilmente nel carcere alla periferia di Belgrado, dove ora i ragazzi picchiati e arrestati nel corso delle dimostrazioni, condannati a trenta giorni di detenzione, raccolgono patate guardati dai secondini. Potrei pi facilmente trovare i miei allievi anche negli ospedali, ricoverati con le ossa rotte dai bastonatori di Milosevic. Con gli stud enti che, non avendo io molti anni pi di loro, rappresentano la mia generazione pi dei colleghi adulti che chiudono gli occhi davanti a tutto quello che succede, con gli studenti, dunque, il mio posto. E persino con i tifosi, (sebbene non conosca le regole del calcio) che con un sorriso accettano le bastonate, scappano cantando per ritorn are di nuovo, quello il mio posto pi di ogni altro. Siamo punzecchiati tutti in questa tarda primavera, quel sordo dolore di schiena non ci lascia star fermi, non accetta anestesie. Tutto ci duole e ci costringe alla resistenza. Resistenza al pestaggio degli impotenti, all'arresto degli innocenti, all'uccisione della verit. Resistenza fino alla vittoria. (Traduzione: Nadira Sehovic) Davanti a 5000 persone riunite in piazza a Cacak, Zoran Djndjc, uno dei leader dell'opposizione, lunedi' scorso aveva affermato che la Serbia e' oggi un paese dove se tre persone si trovano assieme arrivano subito 10 poliziotti che le bastonano. Oggi sabato dovrebbe esserci un'altra manifestazione a Belgrado ma bisogna registrare come gli studenti siano ormai orientati a contestare duramente anche i vari partiti dell'opposizione su alcuni dei quali circola voce di accordi sottobanco con il governo. (fatto non nuovo specie per Vuk Draskovic che da martire del dissenso divenne ministro di Milosevic e poi di nuovo leader dell'opposizione. Per l'11 giugno sono previste anche le elezioni amministrative in Montenegro e la tensione si sta alzando non poco anche nella repubblica costiera che fa ancora parte della federazione iugoslava. In Bosnia sono state proclamate elezioni generali per l'11 novembre e il rappresentante ONU, l'austriaco Wolfgang Petritsch ha pronunciato un discorso e reti unificate all'indomani della conferenza di Bruxelles sull'implemetazione della pace in Bosnia (alla quale la Yugoslavia non e' stata invitata causando proteste anche di Mosca) nel quale ha lanciato un monito duro verso chi ostacola lo sviluppo del processo di normalizzazione nel paese. In Croazia intanto si inizia a comprendere quale sia la strategia delle destre sconfitte alle elezioni recenti. L'attentato di qualche giorno fa a Vinkovci (Slavonia occidentale) (dove un veterano della guerra si e' fatto saltare in aria in un ufficio postale con due granate causando 2 morti e nove feriti) e' solo la punta dell'iceberg del malessere montante tra quella minoranza nazionalista ma potente che fa capo allo sconfitto partito HDZ che fomenta le proteste contro la apertura recente alla collaborazione fattiva tra il governo di Zagabria e il Tribunale dell'Aja. Uno dei leader dei veterani ha minacciato pubblicamente che i suoi inizieranno forme dure di boicottaggio alla stagione turistica che sta aprendosi sulla costa dalmata (le cui entrate economiche sono vitali per il popolo croato che oggi non teme piu' come prima di essere rapinato dagli amici del defunto Tudzman). In diverse aree della Croazia si sono svolte manifestazioni contro il governo di centro sinistra e contro il ritorno dei serbi originari della Croazia. 18.5.2000. Evidentemente la situazione in Serbia sta precipitando anche se in Italia chi dovrebbe almeno dire qualcosa sta solo pensando al vertice NATO di Firenze. Gli aggiornamenti sono in inglese: Police Shut Down Studio B Yugoslav police have shut down Belgrade independent television and radio station, Studio B. The raid had an immediate knock-on effect on two other independent outlets, Radio Index and Radio B2-92. For latest news and links click here S E R B I A W A T C H # 130 - May 17, 2000 Serbia Watch, a bulletin reporting civil society, political and economic developments on Serbia, is issued by the Open Society Institute (Washington office-John Fox, director). Please communicate any questions, comments or requests to receive Serbia Watch to Kristine Powers (researcher) at 202496-2401 or kpowers@osi-dc.org S P E C I A L A L E R T -- I N F O R M A L S T A T E O F E M E R G E N C Y [The media takeover is] state-organized robbery, without any legal basis, without any justification....They took over all our premises, a few hundred plainclothes policemen. [Our] security people at the scene say they literally brought busloads of police, who entered the building and broke into our offices.... Their aim is to completely eliminate all programs of Studio B. They neutralized Radio B292...they are not letting our colleagues from Blic enter their offices. Dragan Kojadinovic, former director, Studio B Quoted by RFE/RL Newsline, May 17 -- Belgrade The Serbian government, as Studio B's owner has decided to put an end to the aggressive propaganda war against our country, neo-fascism, neo-colonialism and to directly deprive Western forces of their means for destabilizing the country and ousting the legal and legitimate governments in Serbia and Yugoslavia, which Studio B, along with other media outlets controlled by the Serbian Renewal Movement and U.S., have been attempting to do as of recently. Statement, Yugoslav United Left Quoted by BETA news agency, May 18 - Belgrade This is a complete prohibition of elementary freedom of speech in Serbia. These media outlets were, after all, the heart of our information sphere in Serbia today. The media landscape in Serbia will be permanently fragmented and damaged in the future if we don't start working again. Veran Matic, president, Radio B2-92 Quoted by RFE/RL Newsline, May 17Belgrade The regime has made a move with unforeseeable consequences. Whether this is the beginning of the regime's suicide or just a miscalculation, the next few days will show. Milan Bozic, Deputy Mayor of Belgrade, member, Studio B board of directors Quoted by Associated Press, May 17-- Belgrade Dictatorships always want to control the media. It is was only a question of time when Milosevic would decide to close Studio B and Radio B2-92. This was the best example of the Belgrade regime's arrogance, and its attempts to smother all forms of democracy. Despite the weakness of the Serbian opposition, I am convinced that the latest events will accelerate the fall of Milosevic's regime...Such a brutal regime cannot survive. Milo Djukanovic, President of Montenegro Quoted by BETA news agency, May 18 - The Hague [The regime] hopes that it will secure its survival by violence and frightening the citizens of Serbia...It is up to the citizens of Serbia to respond as to whether they would like to live in such a society. Zarko Korac, president, Social Democratic Union Quoted by Agence France Presse, May 17 - Belgrade People of Serbia, with these decisions by the authorities, the country has entered an open dictatorship. Let us oppose the violence immediately and with all our energy, because our future and the future of the country depends on it. The honour of defending our fatherland from violence and winning a new democratic Serbia belongs to all of us. Opposition statement read at May17 rally Quoted by Radio B292, May 17 - Belgrade IN THIS SERBIA WATCH: _ Hundreds of police beat media demonstrators _ Studio B, Radio B2-92 shut down in overnight seizureSeselj signed order to stop terrorist actions _ SPS: terrorist machinery eliminated _ Radio Pancevo, radio VK signals off air-Otpor members arrested, offices raided _ Opposition: state of emergency introducedOpposition calls for civil disobedience-Vuk: Rest of key media may be closed _ Journalists' union to public: protest strongest attackPancevo mayor to citizens: Defend media _ Bakers union stops bread production _ ANEM: Belgrade in complete media darkness _ Kostunica: Slobo risks loss of sovereignty _ Patten: Milosevic ultimately will lose this battle _ U.S. adds judges, family members to ban _ Germany, France, Greece, Hungary condemn Belgrade _ OSCE media rep to Russia: rectify situation _ Crown Prince: Crackdown not strength but weakness POLITICAL PARTIES, MOVEMENTS, LEADERS: Opposition DA - Democratic Alternative (Nebojsa Covic, president) DAN - Coalition of DA, DC, ND DC - Democratic Center (Dragoijub Micunovic, president) DHSS - Christian Democratic Party of Serbia (Vladan Batic, president) DS - Democratic Party (Zoran Djindjic, president) DSS - Democratic Party of Serbia (Vojislav Kostunica, president) G17 - Group of independent economists (Mladjan Dinkic, coordinator) GSS Civic Alliance of Serbia (Goran Svilanovic, president) League of Vojvodina Hungarians (Joszef Kasza, chairman) LSV - League of Vojvodina Social Democrats (Nenad Canak, chairman) ND - New Democracy (Dusan Mihajlovic, president) NS - New Serbia (Milan Protic, Velimir Ilic, co- presidents) OTPOR - Youth resistance movement PDS - Movement for Democratic Serbia (Momcilo Perisic, president) Reform Democratic Party of Vojvodina (Mile Isakov, chairman) Sandzak Coalition (Rasim Ljajic, chairman) SD - Social Democracy (Vuk Obradovic, president) SDA- Party of Democratic Action of Sandzak (Sulejman Ugljanin) SDP - Alliance of Democratic Parties (Zarko Korac, president) SPO - Serbian Renewal Party (Vuk Draskovic, president) SZP - Alliance for Change (Vladan Batic, coordinator; Vojvodina Coalition (Dragan Veselinov, president) SNV - Serb National Council of Kosovo (Momcilo Trajkovic, chairman) Ruling Coalition SPS - Serbian Socialist Party (Slobodan Milosevic, FRY President) SRS - Serbian Radical Party (Vojislav Seselj, Serbia's Deputy PM) JUL - Yugoslav United Left (Mira Markovic, president) I. REGIME HUNDREDS OF POLICE BEAT MEDIA DEMONSTRATORS ***Batonwielding police heavily beat up protesters Wednesday following a sweeping crackdown on Serbia's prodemocracy opposition and the seizure of the country's main independent media. Hundreds of police in full riot gear charged into a rockthrowing crowd of opposition supporters at an evening rally...An estimated 30,000 people took to streets within hours, part of them first attending a late afternoon gathering outside Belgrade's City Hall, which owns Studio B, to listen to the station's journalists who set up a makeshift, openair program to read their evening news program over loudspeakers. As another crowd of several thousand supporters, mostly soccer fans, tried to join the rally, riot police blocked the two groups from meeting up, causing a tense standoff that erupted into a clash. At least two people were hospitalized with unspecified injuries, the private Beta news agency reported. Meanwhile, media reported separate protests in two other major cities in Serbia cities, all in support of the opposition demand to free the independent media. Some 15,000 protested in Kragujevac, central Serbia, and several hundred in Novi Sad, 70 kilometers (44 miles) northwest of the capital Belgrade. In Belgrade, Jugoslav Pantelic of Studio B exclaimed: 'For freedom, we shall fight with all means,' and the crowd chanted 'Rebellion!' and 'Milosevic to The Hague!'... 'Milosevic's fascistcommunist government that has for years been killing Serbian people has just killed Studio B.' He added, 'We call on all Belgraders to come to defend their radiotelevision.' (Associated Press, May 17) The protesters were attempting to liberate the 10,000 Red Star fans already held by police at the Square. The city's main artery, Kralja Milana St is blocked with garbage containers which have been set alight. The marchers are retreating towards the Assembly and the road is blocked also at Knez Milos St. Strong reserve busloads of riot police have been seen at the access roads to Slavija Square...Heavy police forces stopped a column of about 10,000 Red Star Football Club fans who left a football match this afternoon to march to the protest rally outside the City Asembly. During the match fans chanted 'Studio B, Studio B' and sand 'Save Serbia and kill yourself, Sloba'. Four red and white Otpr flags appeared on the northern side of the Red Star stadium. (independent Radio B292 websiteBelgrade, May 17) ***Police used tear gas and batons to drive back demonstrators...The police acted after demonstrators threw stones at a police cordon few hundred metres from a mass opposition...Beta said several demonstrators were beaten in the police action...The cordon had apparently been formed to prevent a large group of soccer fans from joining the rally, reports said...Beta earlier reported that police armoured vehicles and police buses parked near the area designated for the rally, then later quoted witnesses as saying more armoured vehicles were moving towards the city centre. One group of demonstrators partly blocked a central street with a rubbish container, gathering round it waving flags and chanting 'Serbia has risen'. Other witnesses said riot police had clashed with football fans of the Red Star Belgrade club who were also making their way to the rally after a match. The protest was called by officials of Studio B - the television station involved which is run by the capital's municipal authorities which oppose Yugoslav President Slobodan Milosevic - plus the Otpor (Resistance) student organisation and opposition parties. (Deutsche Presse Agentur, May 17) STUDIO B, RADIO B2-92 SHUT DOWN IN OVERNIGHT SEIZURE ***Studio B was taken over by the Serbian Government on the basis of a decision proclaiming this station state property, explaining that the station had, on a number of occasions invited the overthrow of the legally elected authorities in the country and incited terrorism...Early this morning, around 4 a.m. TV Mladenovac, which operates as Studio B Mladenovac branch office was also taken over. The takeover of RTV Studio B practically prevents the broadcasting of both Radio B292 and Radio Index. Over 50 employees of RTV Studio B, Radio B292 and Radio Index Wednesday morning gathered in front of 'Beogradjanka' Building since the police have not allowed them to enter their respective offices. Former Studio B director and editorin-chief Dragan Kojadinovic notes for Beta agency that, to his knowledge, last night a few hundred plainclothesmen broke into the Studio B premises last night and took the station over. He added that the relevant government decision was signed by government vicepresidents Milovan Bojic and Vojislav Seselj. Milorad Roganovic TV Studio B editor says that Wednesday around 2.30 a.m. 100 to 150 policemen with balaclavas entered the station introducing themselves as the 'antiterrorist unit of the Serbian Ministry of Interior'. Seven journalists and the daily Blic and a Radio B2-92 reporter are in the Beogradjanka building since the police would not let them out. President of the Alternative Network of Independent Media, Veran Matic informed that his Association intended to arrange for the broadcasting of news from the satellite network and ANEM local stations. (Radio B2-92 website, May 17) ***The main Belgrade artery of Kralja Milana Street is closed to traffic as several thousand people gather in front of the Belgrade City Assembly. The rally began with the reading of an opposition proclamation... Many protesters are carrying party flags. Journalists from Studio B, Blic, Radio B2-92 and Radio Indeks will read information to the crowd. Journalists from the same media companies were today banned from entering their offices in the Beogradjanka building. Before the rally began several dozen Democratic Party activists blocked one lane of Kralja Milana St near the City Assembly Building with garbage containers. The demonstrators, who were soon joined by members of the public, shouted 'Serbia has arisen', 'Studio B', 'Otpor, Otpor'. (Radio B2-92 website, May 17) SESELJ SIGNED ORDER TO STOP TERRORIST ACTIONS ***A recorded message was broadcast on Studio B informing the public that the Serbian Government had resolved to take over the public broadcaster Studio B which was controlled by the Belgrade Municipality. The resolution quoted a demand from the Serbian Information Ministry to take over Studio B because frequent calls for the violent overthrow of the constitutional order had been made on the station's programs. The Serbian Government said that the legal grounds for the resolution was that Studio B was stateowned and that the state had decided to take direct control of 'its own property' and remove all proprietary rights from the hands of the Belgrade Municipality. The Serbian Government also resolved to dismiss the management of Studio B and appoint Ljuboslav Aleksic editorin-chief of the station. The resolution instructs Studio B to continue broadcasting as a company wholly owned and operated by the Serbian Government. (statement, ANEM, May 17) At 5:30 a.m. the vicepresidents of the Serbian government, Milovan Bojic (Yugoslav Left) and Vojislav Seselj (Radical party) stated in writing that Studio B was taken-over for it had been 'transmitting calls upon the violent overthrow of the legally elected government and had been calling for participation in terrorist actions'. (statement, Belgrade Centre for Human Rights, May 17) The statement said: 'Several times Studio B called for the violent overthrow of the legitimate authorities.' Addressing some 25,000 people at an antigovernment rally in Belgrade Monday, Draskovic said: 'We have to rebel against the killers and the terrorists who are ruling Serbia today.' (Reuters, May 17) SPS: TERRORIST MACHINERY ELIMINATED ***The Belgrade chapters of the Socialist Party of Serbia and the Yugoslav Left supported on May 17 a Serbian government decision to seize Belgrade Studio B radio and television, hailing it as part of a 'campaign against terrorism. These measures have eliminated a part of the terrorist machinery in the war that our country is leading against terrorism,' a statement from the Socialist Party, which was carried by the Belgrade media, said. (BETA news agency, May 18) STUDIO B JOURNALISTS DISMISSED, RTS TAKES CONTROL ***Studio B, the targeted station, is considered the most important opposition television outlet in Serbia, although its broadcasts have frequently been jammed. The seizure was the most severe action yet against nongovernment media, after a series of recent fines and lawsuits over their reporting. Studio B was run by Belgrade city hall, currently controlled by the Serbian Renewal Movement (SPO). (Reuters, May 17) Although the city hall of Belgrade manages the operation of those media, the ownership allegedly belongs primarily to the Republic of Serbia, whose government is, according to the two vicepresidents, allowed to interrupt their broadcast. The entire editorial board and all journalists were urgently dismissed and the editing of the Studio B TV programme was diverted to the hands of the RTS, infamous state- run TV. Ever since, all three radio programmes have been broadcasting only music. (statement, Belgrade Centre for Human Rights, May 17) ***Dragan Kojadinovic, who is a former director of the opposition television station run by Vuk Draskovic's 'Serbian Renewal Movement (SPO),' told RFE/RL's South Slavic Service that the takeover is 'state-organized robbery, without any legal basis, without any justification....They took over all our premises, a few hundred plainclothes policemen. [Our] security people at the scene say they literally brought busloads of police, who entered the building and broke into our offices.... Their aim is to completely eliminate all programs of Studio B. They neutralized Radio B 292...they are not letting our colleagues from 'Blic' enter their offices' in the same complex. (RFE/RL Newsline, May 17) RADIO PANCEVO, RADIO VK SIGNALS OFF AIR ***The signal for Radio Pancevo, in the city of Pancevo near Belgrade, was turned off at about 7.00 p.m., Television Pancevo reports. Both FM and SW signals transmissions have been cut. Radio VK in the Vojvodina town of Kikinda was turned off earlier in the afternoon. (Radio B292 website, May 17) Radio Pancevo informed the Media Center that it broadcast its program regularly, but some utterly different music program is heard at the station's 92.1 MHz. frequency in Belgrade. The program, among other things, aired partisan songs such as 'Comrade Tito, when will you bring your bright face to Uzice?' The Radio Pancevo also broadcasts at 1.584 MHz. (Media Center, May 17) OTPOR MEMBERS ARRESTED, OFFICES RAIDED ***A number of activists from the student movement Otpor have been arrested in several Serbian cities in the past 24 hours, the organisation told Beta today. At about noon police arrested Otpor activist Srdjan Milivojevic in his Krusevac apartment, confiscating a handgun, which was properly registered. In Novi Sad, activist Vladimir Pavlov was arrested, added the organisation's representative.Twentytwo police last night raided the Otpor offices in Smederevska Palanka and arrested the only adult Otpor member present. Police in Paracin detained activist Branislav Milosevic after arriving at his apartment with a warrant. (Radio B292 website, May 17) OPPOSITION: STATE OF EMERGENCY INTRODUCED ***The Serbian government takeover of the oppositionrun Studio B TV station has 'introduced a state of emergency and dictatorship in Serbia,' opposition leader Vuk Obradovic said Wednesday. 'This is a declaration of war on the democratic opposition and all democratic Serbia,' Obradovic [said]. Vladan Batic, a leader of the opposition Alliance for Change coalition, warned that the government's move looked like an 'introduction to a civil war. Instead of lowering tensions and trying to find a political compromise, the regime has opted for maximum aggravation. (Agence France Presse, May 17) Batic stressed that the 'government has imposed an informal state of emergency. This indicates the introduction of a state of [martial law.] (RFE/RL Newsline, May 17) Ognjen Pribicevic, an adviser to Vuk Draskovic, head of the Serbian Renewal Movement (SPO) which controlled Studio B until the takeover, said the development would have 'unforeseen consequences for the political situation in the country. This is a new means of state terrorism,' Pribicevic told Beta. (Agence France Presse, May 17) II. RESISTANCE & OPPOSITION OPPOSITION CALLS FOR CIVIL DISOBEDIENCE ***Following their meeting in the Belgrade City Assembly Serbia's opposition leaders have issued the following proclamation to the citizens of Serbia: The Serbian regime has willfully introduced a state of emergency, completely endangering the stability of the country. Arrests, assaults and harassment of citizens, the closing down of media and the state media's call to lynch anyone who criticises the authorities demonstrate the regime has resolved to transform the country into the personal estate of a handful of people who are not concerned about what happens to the majority of Serbian citizens and their democratic institutions. Aware of our historic responsibility, we ask you, our compatriots and fellow citizens to raise your voices against these attempts to destroy our dignity and our future. We have made the following resolutions. 1. We have scheduled a protest rally in Belgrade to begin today, May 17, at 7.00 p.m. in front of the Belgrade City Assembly. There will also be a live presentation of programs from Studio B, Radio B2-92 and Radio Indeks. 2. All opposition-governed municipalities and cities will call emergency sessions tomorrow, May 18, at 5.00 p.m. to discuss 'Stop the Terror'. After these meetings local government representatives will join members of the public for a protest. 3. We call on the citizens of Serbia to show the regime, through all forms of civil disobedience, traffic blockades, street marches and strikes, their disagreement with the regime's activities, in this was defending the remaining independent media. People of Serbia, with these decisions by the authorities, the country has entered an open dictatorship. Let us oppose the violence immediately and with all our energy, because our future and the future of the country depends on it. The honour of defending our fatherland from violence and winning a new democratic Serbia belongs to all of us. (Radio B2-92 website, May 17) URGENT BELGRADE ASSEMBLY SET ***We have learned that the urgent assembly of the Belgrade City Hall is summoned for tomorrow and that the united opposition parties are at present in the City Hall with the representatives of the city government discussing their joint steps of reaction. The citizens have already gathered in front of the building housing the offices of Studio B, B2-92 and Radio Index. Numerous Belgrade-based NGOs are using the same media to express their protests, and NUNS (Independent Association of Journalist of Serbia) scheduled a protest for 5 p.m. The Belgrade Centre for Human Rights appeals to all its friends abroad to inform their publics of the raging repression in Serbia. (statement, Belgrade Centre for Human Rights, May 17) OPPOSITION: SERBIA BECOMING HOHXA'S ALBANIA ***The Civic Alliance of Serbia announced that the state of emergency has actually been introduced in Serbia,' after the Serbian government took control of radio and TV station Studio B...Social Democratic Union President Zarko Korac concluded that the country has entered 'an open dictatorship. It is not an incident, or accident. This is a political decision to transform the country into Enver Hohxa's Albania in order to prolong the regime's life in total isolation and by violence.' (BETA news agency, May 18) VUK: REST OF KEY MEDIA MAY BE CLOSED ***Serbian Renewal Movement Leader Vuk Draskovic, on the evening on May 17, told Russian television's first channel that he 'has information' that 'during the night or on May 18, all influential media which are not under the direct control of Milosevic's regime may be closed.' In his statement to the prime-time Vesti news given from Montenegro Draskovic was quoted by the anchor as saying that during the (early morning of May 17) ' Milosevic's police occupied Studio B' and that 'the occupation means darkness, terror and complete closing of the freedoms of thought and speech' in Serbia. Draskovic said that this was happening 'immediately after the visit' of Yugoslav Foreign Minister Zivadin Jovanovic to Moscow. 'Milosevic's media say that a complete agreement about everything has been reached with the Russian side, and it has been directly said that Moscow agrees with such terror against democratic media, and with the arrests of opposition leaders who are proclaimed terrorists by Milosevic,' said Draskovic. (BETA news agency, May 18) EX-INFORMATION MINISTER: SRS/JUL COUP ***Renowned Belgrade-based journalist Aleksandar Tijanic stated on May 17 that 'the Radicals and the Yugoslav Left carried out a coup in Serbia.' In a statement to BETA after the Serbian government's takeover of Belgrade-based radio and TV station Studio B, Tijanic said that this was 'the final act in the rule of Yugoslav President Slobodan Milosevic, who thus excluded the possibility of a nonviolent solution to the crisis in Serbia. He will not opt for directly inciting civil war, but wants to cause fear among the citizens and to impede any form of effectual opposition and the free media. He wants to finally and irrevocably warn the Serbs that there will be no peaceful separation between Milosevic and the Serbs,' said Tijanic. (BETA news agency, May 18) JOURNALISTS' UNION TO PUBLIC: PROTEST STRONGEST ATTACK ***The Independent Journalists Association of Serbia and the largest independent and private media in Belgrade, condemn this morning's takeover...We call upon all colleagues and the democratic public to join us in protest today at 5 p.m. in front of Nusic's monument at the Republic Square. The takeover of Studio B and prevention of the operation of the abovementioned media leaves Belgrade without a single electronic media outside government control. We believe that this is thus far the strongest attack of the authorities on the freedom of the public word. (Independent Journalists Association of Serbia, May 17) ***Aleksandar Cotric, who is a spokesman for the SPOled city government, said after an emergency session of the city council: 'We call on all Belgrade residents to come to defend their radio and television,' AP reported. He added that the opposition will announce details of the planned rallies and protests later in the day after opposition leaders meet. (RFE/RL Newsline, May 17) [SZP leader Vladan Batic warned:] 'If we do not react energetically, the whole of Serbia will be arrested tonight.'...'It has already become a prison of Slobodan Milosevic, and we have no option but to react with all possible means.' Obradovic said leaders of various opposition groups were meeting urgently to discuss their next moves, as were officials at Belgrade city hall, who first set up Studio B. Zarko Korac of the Social Democratic Union said Milosevic's regime had decided on 'open dictatorship' and had rejected 'last signs of parliamentary democracy.' (Agence France Presse, May 17) PANCEVO MAYOR TO CITIZENS: DEFEND MEDIA ***The Mayor of Pancevo, Srdjan Mikovic, today called the town's citizens to gather in front of the RTV Pancevo building to defend it from possible takeover. 'At the moment this is one of the very few free media left in Serbia. We have to organise this defence because so much is happening in Pancevo and all of Serbia'. He said that this morning police patrols checked all vehicles on the roads between Pancevo and Belgrade, which happens whenever the opposition plan meetings. Most of the citizens here are on the side of the media because when the bombs were falling, the media were on the side of the citizens. (Radio B2-92 website, May 17) BAKERS UNION STOPS BREAD PRODUCTION ***The Bakers Union today resolved to stop the production and sale of bread. A statement from the union this morning said the move came because the public was already without spiritual food because of the takeover of Studio B. The union noted that its members had been unable to work normally for months and that only the independent media had carried its appeal for understanding and assistance. Thus, said the union, with its 'protection by public information' lost, it was appropriate that its members cease production altogether. (Radio B2-92 website, May 17) ANEM: BELGRADE IN COMPLETE MEDIA DARKNESS ***The Association of Independent Electronic Media protests in the strongest terms at the police raid and seizure of the largest free broadcaster in Serbia, Belgrade's Studio B. ANEM urges the public to do all in its power to stop this illegal act...ANEM described this unprecedented move as lacking even any pretence at legal justification. The Serbian Government's resolution is unconstitutional and illegal and its only goal is to prevent the operation of the largest and most influential broadcaster in Serbia which is not under control of the regime...The building also houses student broadcaster Radio Index and the influential nongovernment daily Blic. This raid has thus left Belgrade in complete media darkness, with almost no radio or television station not under government control. ANEM has made an urgent appeal to the public to do everything possible to help prevent a complete media blackout and open dictatorship in Serbia. We call on all democratic forces in Serbia to unconditionally unite their forces in the defence of the basic freedom of speech and information. (statement, ANEM, May 17) TRADE UNIONS: OVERTURE TO FINAL CRACKDOWN ***The Association of Free and Independent Trade Unions said that the regime had taken the first step towards declaring a state of emergency by 'shutting down Studio B, radio B2-92, Radio Index and the Blic daily.' The Association said the government's decision to close these stations was an overture to a 'final crackdown on the democratic opposition and a new wave of arrests of those who think with their own heads' and called on the public to prevent the 'blocking of democratization in Serbia and to decide whether to respond to this senseless act by the government.' (BETA news agency, May 18) KOSTUNICA: SLOBO RISKS LOSS OF SOVEREIGNTY ***The president of the Democratic Party of Serbia, Vojislav Kostunica, today sent an open letter to the president of Serbia, Milan Milutinovic, and Federal President Slobodan Milosevic in which he described the current situation in the country as a grave crisis and warned that if they did not call elections they would preserve neither the country nor any part of their dignity. The letter described Serbia and Yugoslavia as being on the brink of civil war and collapsing under the burden of internal and external violence. Kostunica also told the two presidents that they should be aware of this situation in spite of the false information with which regime-friendly media chiefs ingratiated themselves, serving up stories which bore no relation to reality. The Democratic Party of Serbia leader added that he could not believe that Milosevic and Milutinovic did not understand the futility of an open season on their political opponents. The letter emphasised that if Milosevic and Milutinovic called elections the country would be ruled by the people, warning that in any other case the door would be open for external factors to take over the country, resulting in a loss of sovereignty. 'Regardless of Dayton and Kumanovo, I can't and won't believe that this is what you want,' said Kostunica. (Radio B292 website, May 17) OPPOSITION APPEALS TO FOREIGN GOVERNMENTS ***Opposition leaders appealed to foreign governments for support after meeting with western diplomats after the seizure. 'We appeal to representatives of the diplomatic corps in Belgrade to inform their governments and people in their countries about this event and to give it top priority,' deputy mayor and SPO official Milan Bozic said...'Milosevic is in the process of going from a covert dictatorship to an overt dictatorship,' analyst James Lyon of the International Crisis Group think tank told Reuters. 'This is just one more indication of that.' (Reuters, May 17) Belgrade city [assembly] on May 17 convened a meeting, which was attended by the representatives of several embassies in Belgrade and called on foreign diplomats to inform their governments of the events surrounding the takeover of Studio B...Diplomats from Australia, Austria, Bulgaria, Finland, Germany, Greece, Israel, Italy, Japan, Macedonia, the Netherlands, Norway Poland, Romania, Russia, Spain, Sweden and several other countries attended the meeting. (BETA news agency, May 18) III. INTERNATIONAL REACTION PATTEN: MILOSEVIC ULTIMATELY WILL LOSE THIS BATTLE ***I deplore the cowardly crackdown on the independent Serbian media - in particular Studio B and Radio B2 92 and Index - carried out under cover of darkness by Milosevic's henchmen this morning, and the continuing assault on independent journalists, politicians and activists. Only a state which is terrified of the truth resorts to sending men in masks into television and radio studios; only a regime determined to try to cut Serbia off completely from the rest of Europe could conceive of behaving in this way. Milosevic knows that freedom of the media underpins free political life; that's why he's desperate to stamp it out. But modern technology means that the truth cannot now be snuffed out so easily. Milosevic and his cronies will ultimately lose this battle; the tenacious independent journalists will win it. The European Union stands by them at this difficult time, and salutes their courage and determination. (statement, Christopher Patten, E.U. Commissioner for External Relations, May 17) U.S. ADDS JUDGES, FAMILY MEMBERS TO BAN ***I want to make...clear that the Belgrade regime's move to silence Serbia's independent media represents a major step in efforts to preserve Milosevic's dictatorship. This night-time police raid smacks of desperate Bolshevik-style oppression. The United States strongly condemns the Belgrade regime's crackdown on the independent press and the democratic opposition in Serbia. Next week, Secretary of State Albright will consult with our allies in Europe to determine what joint actions we will take in response to this blatant attack on the independent media. She will also meet with foreign ministers of the states neighboring Serbia to coordinate further responses. Today, we will add six judges and prosecutors who have taken repressive actions against independent media, to our ban on visas, and we will ask the European Union to do the same. We will continue to monitor and to add other names to the list. We will also immediately add family members of several top officials of the regime to our visaban list and encourage the European Union to do that, as well. We will continue to review further actions to demonstrate our support for the independent media and the people of Serbia. We understand that citizens of Serbia have said that they will protest the government's action. The courage and the activism of these people should be a signal to those around Milosevic that the people of Serbia have grown tired of the regime and its oppression. (statement, Richard Boucher, U.S. State Dept. spokesman, May 17) BRITAIN CONDEMNS APPALLING ABUSE ***The UK condemns absolutely the Serbian government's takeover of Belgrade's independent television station Studio B on 17 May, and its simultaneous action against two Belgrade independent radio stations (B2-92 and Index), one national independent newspaper (Blic) and other media outlets across Serbia. It also condemns the continuing arrests, detentions and harassment of opposition politicians and activists. This appalling abuse of media freedom demonstrates beyond doubt that Milosevic's regime is desperate to stop the Serbian people having access to the truth. The intensified repression in Serbia shows yet again why there can be no place for Serbia in Europe while Milosevic and his allies are in power in Belgrade. (statement, Robin Cook, U.K. Foreign Secretary, May 17) GERMANY, FRANCE, GREECE, HUNGARY CONDEMN BELGRADE ***German Foreign Minister Joschka Fischer on Wednesday sharply attacked the closure of Serbia's main opposition television station and two radio stations. 'I severely condemn the curbing of ... the few remaining independent voices in Serbia,' said Fischer in a statement. 'This is the high point of repression policies aimed at the independent media and journalists following attacks, intimidation, arrests and disproportionate fines,' he said. Fischer said the stations had been symbols of free reporting to the people of Serbia. 'With last night's operation Milosevic is showing the entire world that fundamental human rights in Serbia are being trampled and how the Belgrade leadership is drifting deeper into isolation even at home,' said Fischer. (Deutsche Presse Agentur, May 17) ***We strongly condemn the measure taken by the government in Belgrade to prevent the independent Studio B channel from broadcasting. This is a further attack on freedoms by Belgrade on top of the measures already taken against other independent media and the opposition. We reaffirm our support for the opposition's efforts to bring about a democratic change in Serbia.. (statement, French Foreign Affairs Ministry spokesman, May 17) ***Spokesman for the Greek Parliament Dimitris Repas today condemned the Serbian government's actions against the media. 'Such actions destroy democracy. We are all for freedom of speech and independent media, and we condemn such actions. (Radio B292 website, May 17) *** The Hungarian Ministry for foreign affairs today condemned the government in Belgrade for the measures against forces of democracy and independent media in Serbia. A spokesman for the Hungarian Ministry of Foreign Affairs, Gabor Horvat, stated at a press conference that such moves by the regime in Belgrade go against democratic principles and European values, and there are more and more of them being made. The ministry expressed deep concern over the occupation by police of the Studio B and B2 92 premises last night, forcing them into silence. He called Studio B and B2-92 'the authoritative media of Belgrade. By using limitless force to oppress freedom of speech, the regime in Belgrade is facing its own people's opinion: that the only way that the country can be stable and safe is to have a democratic Yugoslavia with the peaceful coexistence of its people.' The Ministry considered it unacceptable that the recent murder of Bosko Perosevic should be used against the opposition. (Radio B292 website, May 17) OSCE CALLS ON BELGRADE TO REVERSE ACTIONS ***The OSCE Chairperson-in- Office, Benita FerreroWaldner, is deeply concerned by the recent intensification of the crackdown of the Yugoslav and Serbian authorities on the independent media in Yugoslavia and Serbia. The Chairpersonin-Office is particularly concerned by the closure of the independent TV channel Studio B, the independent radio station B2-92 and the newspaper Blic in Belgrade by police forces on 17th May. The ChairpersoninOffice calls on the authorities in Yugoslavia and Serbia to immediately release all detained journalists who work for independent media and the immediate reopening of Studio B, Radio B292 and Blic. She underlines the OSCEs determination to support democracy and freedom of expression in the FRY. The ChairpersoninOffice supports the endeavours by the OSCE Representative on Freedom of the Media in defending free media in the Federal Republic of Yugoslavia and in Serbia. (statement, OSCE, May 17) OSCE MEDIA REP TO RUSSIA: RECTIFY SITUATION ***Freimut Duve, the OSCE Representative on Freedom of the Media, was dismayed by the taking over this morning in Belgrade of the television station Studio B and the independent radio station B292...This act is aimed at basically destroying all independent media in Serbia. The Government, led by individuals indicted for war crimes in Kosovo, now has committed another crime - against its own citizens barring them from the opportunity to hear any other voices except the regime ones. It is almost impossible to comprehend that a European state at the beginning of the XXI century can act in such a totalitarian way paving the road for the return of a new ethnic type of nationalsocialism. The OSCE Representative on Freedom of the Media has only a few tools at his disposal while some OSCE participating States have much influence on Belgrade. Taking into account the comments made by Russian Foreign Minister Igor Ivanov in his talks in Moscow with his Yugoslav counterpart, Zivadin Jovanovic, Freimut Duve will forward to the Russian Government a list of recent cases of harassment of media in Serbia asking him to use his influence in rectifying the situation. On 18 May, Freimut Duve will also address the OSCE Permanent Council on this matter. (statement, Freimut Duve, OSCE Representative on Freedom of the Media, May 17) COE COMMENDS JOURNALISTS' PERSISTENCE ***Parliamentary Assembly President Lord RussellJohnston, Committee of Ministers Chair Lamberto Dini and Secretary General Walter Schwimmer today expressed their dismay over the latest attacks on freedom of the media in Serbia. The takeover of Studio B TV and the refusal to print the biggest independent newspaper Blic, undoubtedly ordered by the Serbian regime, confirms the trend of accelerating repression against freedom of expression in that country. We wish to pay tribute to the journalists, who continue to exercise their profession in spite of considerable risks for their personal wellbeing. Their persistence in providing objective information to the Serbian public in the present circumstances represents the best and perhaps the only hope that the long overdue but inevitable and fast approaching change in power will come in a democratic and peaceful way. The refusal to print the paper came only hours after Blic published an editorial by Lord RussellJohnston on freedom of the media in the world, and especially in Serbia. (statement, Council of EuropeDublin, May 17) REPORTERS SANS FRONTIERES: MEDIA CLEANSING ***The organisation for protecting the press, Reporters Sans Frontieres, protested today against the takeover of RTV Studio B by the government. 'This impermissible act is the height of the persistent harassment aimed at Studio B. This is the next stage in the process of cleansing of the media in Serbia' said the secretary general of RSF in a letter to Jiri Dienstbier, Special UN Envoy for Human Rights to the former Yugoslavia. RSF demands that Dienstbier should personally use his influence with the Serbian Government to protect the media. (Radio B292 website, May 17) MOST SEVERE MOVE AGAINST MEDIA ***The International Federation of Journalists today condemned the Serbian government of Slobodan Milosevic after police raided 5 independent newspaper and broadcasting media and closed them down. 'The government hysteria against critical and independent media has now reached intolerable levels', said the IFJ. 'Journalists and media worldwide must now call for the political isolation of this regime which has shown nothing but contempt for democracy and free speech.'...This latest action is the most severe in a series of moves by Yugoslav President Slobodan Milosevic's government against the independent media...'The government's action is undemocratic and its arguments are absurd', said the IFJ, 'these media have committed no greater crime than that of being professional, critical and independent and would in any civilised society be symbols of democracy and pluralism.'...'This is the crucial moment for democratic forces to unite and to protect our Serbian colleagues,' said Aidan White, General Secretary of the IFJ. 'We must do what we can to make sure that these media are allowed to reopen and that independent journalism is protected.' (statement, International Federation of JournalistsBrussels, May 17) CROWN PRINCE: CRACKDOWN NOT STRENGTH BUT WEAKNESS ***[Yugoslav Crown Prince Aleksandar Karadjordjevic] We sternly condemn this repressive action of regime authorities who obviously decided to settle the score with independent media and don't hesistate to use most repressive measures. This move of the regime is not a sign of its strength but weakness. It shows that the regime fears the truth and the free public word, and the truth cannot be silenced. The regime is afraid of the voice of the nation and its anger and thinks that it will prolong its life with repressive measures. They are wrong here, because authorities based on lies and violence cannot survive. Serbian citizens will show in a peaceful way that their resistance continues and that nobody and nothing can stop the growth of the people's movement for changes and democracy. People would do everything to prevent civil war but they would also not give up demands that Serbia be a free and democratic country in which the people will be the ones to decide their own fate. The ruling clique should realise that their time has passed. (Radio B292 website, May 17) 17.5.2000. Intanto una notizia non brutta: Yugoslav Journalist Released Miroslav Filipovic, an IWPR journalist detained by Yugoslav authorities, has been released by a military court in Nis. Espionage charges have been dropped, but Filipovic may still be prosecuted for spreading false information. For more on Filipovic, the case and his articles click here Sarebbero 37 gli oppositori arrestati in Serbia dopo la manifestazione di lunedi' scorso a Belgrado che ha visto sfilare 20/30mila persone per chiedere la fine della repressione. Il ministro degli esteri jugoslavo Zivorad Jovanovic si e' recato a Mosca e li' ha annunciato che l'opposizione (che il suo governo definisce accozzaglia di omosessuali servi della NATO) ha ormai finito le proprie energie. Ad accompagnare Jaovanovic si sarebbe recato ( e rimasto per cinque giorni) anche Dragoljub Ojdanic ministro della difesa e ricercato per crimini di guerra dal Tribunale dell'Aja. La notizia ha provocato l'intervento del Presidente del Tribunale internazionale Carla Del Ponte la quale sta facendo passi ufficiali presso diplomatici russi per sapere perche' non si sia proceduto all'arresto di Dragoljub Ojdanic. Zarko Korac, coordinatore della alleanza dei partiti democratici ha dichiarato invece che per ora la strategia degli oppositori non prevede violenza. Un intellettuale molto noto ha lanciato l'idea di una ribellione disarmata portata avanti da civili che assieme potrebbero circondare gli edifici governativi. Ma un rapporto giunto al congresso degli Stati Uniti denuncia il forte pericolo che nei prossimi cinque anni possano scoppiare nuovi conflitti nei Balcani che potrebbero coinvolgere anche Montenegro e Macedonia oltre alla Serbia e alla Bosnia. Comunque il regime di Belgrado ha gia' iniziato a accusare il governo dell'entita' serbo bosniaca (Republika Srpska) di avere un comportamento destabilizzante nei confronti della Federazione Jugoslava, accusa non commentata dai leader di Banja Luka. Il destino dei Balcani non potra' certo migliorare visto che la regione sembra dover rimanere il confine invisibile e paludoso tra le forze e le potenze dell'ovest e dell'est. Se cosi' e' stato fino a ora non sara' certo il nuovo zar russo Putin a cambiare la atavica alleanza panortodossa in senso anti americano e anche antieuropeo facendo eseguire gli ordini di un Tribunale ONU che anche la Russia ha votato e voluto ma che nei fatto ha scarso potere e che gli stessi occidentali (maestri nello sputare nei piatti in tavola) delegittimano in ogni occasione. Carl Bildt, il quale di Bosnia si e' occupato per conto ONU, ha affermato ieri dal Giappone che il sude est europeo e' sotto la minaccia di altri conflitti devastanti ma che il potere di Milosevic potrebbe avere i giorni contati. In questa situazione fa sorridere la notizia della visita in Croazia e Montenegro di Chris Patain, inviato UE che ha definito dilettantistico e scandaloso il modo con cui sono stati utilizzati in fondi umanitari europei. Bravo! Bella scoperta! Ci voleva un'altra missione speciale costata magari qualche decina di milioni perche' un altro funzionario pagato altre decine di milioni al mese scoprisse l'acqua calda! (Lo stipendio di Bildt in Bosnia era di 30 milioni di lire al mese e potete immaginare quale simpatia gli procurava presso la popolazione in miseria. Il suo successore OHR Westendorp riusci' a arrivare al 45 milioni) 12.5.2000. 14: 45 BEOGRAD NEWS (http://news.beograd.com/english/index.wdb): Lord George Robertson, NATO Secretary General, described Serbia as a country in a phase similar to pre-Csausescu period in Romania. Lord Robertson also says that he does not believe that Yugoslav President Milosevic feels secure 12.5.2000. La situazione in Serbia sta precipitando verso quello che sembra uno scontro civile inevitabile ma Slobodan Milosevic potrebbe giocare altre carte provocando un conflitto in Montenegro per esempio e riportare cosi' l'attenzione della opinuione pubblica interna verso aggressori esterni e il rinato fascismo mondiale contro il quale si e' scagliato durante la commemorazione della fine della seconda guerra mondiale ergendosi a vittima e eroe della nuova resistenza all'imperialismo fascista che vuole deportare i serbi a L'Aja. Per Milosevic anche la catena intermininabile di omicidi eccellenti commessi per strade e bar delle citta' serbe e' organizzata dal nuovo fascimo internazionale. Ormai gli arresti di studenti resistenti del movimento OTPOR e di giornalisti sono quotidiani. 28 giornalisti in 48 ore e l'annullamento della manifestazione a Pozarevac (citta' natale di Milosevic) sta provocando manifestazioni anche in altre citta'. A Kragujevac erano in 10,000 mercoledi' capeggiati dal sindaco d'opposizone a gridare slogan per la liberazione della Serbia dal dittatore. A Cacak la polizia ha impedito un corteo di un migliaio di studenti aderenti a OTPOR. Anche i serbi del kosovo si stanno alleando contro Milosevic con l'opposizione che per lunedi' ha indetto una nuova manifestazione a Belgrado. Eccovi un testo sul movimento Otpor (anonimo giunto a ControradioFirenze): Cresce la protesta in Serbia CHI SONO I RAGAZZI DEL OTPOR Il movimento OTPOR, il che vuol dire RESISTENZA apparve per la prima volta nell'autunno '98, naque con le proteste fatte dagli studenti universitari di Belgrado contro la nuova legge con la quale il regime aveva abolito ogni indipendenza dell'Universit, costretto i professori all' ubbidienza totale e nei fatti effettivamente attaccato il movimento studentesco. La ragione dietro la legge era appunto: prevenire qualsiasi protesta di massa (come quelle viste a Belgrado nel '96/97) e specialmente prevenire la partecipazione coordinata degli studenti. Le proteste del '98 non sono riuscite a bloccare la legge. Comunque, il movimento di resistenza nato con quelle proteste esiste ancora oggi ha visto in questi 20 mesi uno sviluppo considerevole. Di quella che era cominciata come una protesta di un gruppo assai limitato di studenti dell'Universit di Belgrado abbiamo oggi un movimento popolare con sezioni locali in 120 posti per tutta la Serbia. Al inizio era un movimento esclusivamente di studenti universitari, dopo il congresso nazionale (tenuto a Belgrado lo stesso giorno mentre il regime teneva il congresso del partito al potere) OTPOR si trasformato in movimento popolare, dunque non pi degli studenti ma di tantissimi cittadini pronti a resistere al regime. Il segno riconoscibile di OTPOR il pugno - un segno identificato da sempre con movimenti di resistenza alla oppressione. Il regime di Milosevic, invece, vuole attribuire a quel segno un significato fascista!!! Che cosa fanno le sezioni di OTPOR? La loro strategia e: creare le onde (make waves) e attrarre attenzione pubblica il carattere vero del regime e la sua faccia disumana. Come lo fanno? Con dei happening molto creativi, pieni di fantasia, ed ironici. Per esempio: siccome il regime insiste esagerando (nella TV controllata) il suo ruolo positivo nella ricostruzione del paese distrutto nei bombardamenti cos nascono le barzellette sui ponti costruiti in una settimana sola - una sezione dell'OTPOR ha organizzato la festa di inaugurazione del ponte prodotto dalla technologia stealth (naturalmente invisibile). I loro poster, i loro volantini sono dappertutto... Cosa succede? Succede che i bambini piccoli, (et 10-12) si mettono a raccogliere i sticker di OTPOR invece di quelli di giocatori di calcio... succede che nelle piccole citt dove tutti si conoscono un ragazzo non pu trovare compagnia femminile se non attivista di OTPOR... succede che i loro bagget e le maglie con il pugno riconoscibile sono diventati gli oggetti pi ricercati... succede che la polizia, appoggio pi forte del regime, continua ad imprigionare almeno un attivista al giorno... succede che gli sconosciuti attivisti dei partiti di potere attaccano fisicamente, anche con delle armi, gli attivisti dell'OTPOR, in piena luce e davanti molti cittadini testimoni... succede che la polizia chiude gli occhi davanti a questi assalti ... succede che il viso fascista del regime si rivela e si espone quale veramente ... Che cosa stanno facendo ora? Il giorno, 13 maggio 2000. la Festa della sicurezza, la festa della polizia yugoslava. Siccome il regime li ha proclamati terroristi (anche se non hanno mai usato ne proclamato nessun tipo di violenza) gli attivisti di OTPOR hanno deciso di segnare quel giorno arrendendosi alle forze di sicurezza (leggi: polizia). Cos il sabato prossimo gruppi di 100 o 200 attivisti di OTPOR in molte citt di Serbia cercheranno di arrendersi (da bravi terroristi) alla polizia. Alla vigilia di quel giorno hanno perci sospeso quasi tutte le altre attivit e si stanno preparando... Chi da loro appoggio? Prima di tutto, la societ civile, le ONG, perch si tratta di resistenza di tutti quei cittadini, uomini e donne a un regime che li sta soffocando e ammazzando oramai da dieci anni. Come tutti gli altri partiti di opposizione democratica, perch l'azione di OTPOR per loro un favore non misurabile... Che cosa ci vuole adesso? Ci vuole un appoggio della societ civile internazionale, di tutti quelle persone che disdegnano ogni oppressione, di quelli che sono a favore del mondo civile , per cittadini, a misura di cittadini... Traduzione a cura di Danica Razlag E poi il testo di una mia email lanciata a vari indirizzi politici e non: Institute for War andPeace Reporting Writer Arrested Yugoslav state security services have detained Miroslav Filipovic, a regular correspondent for IWPR. Filipovic is a leading independent journalist based in Kraljevo and has produced several exposes on the Serbian security forces in recent months. For further information click here http: //www.iwpr.net/index.pl5?balkans_index.ht ml To read Filipovic's articles for BCR click here http://www.iwpr.net/index.pl5?balkans_index2.html Nella foto reuter allegata: A member of the anti-government movement Otpor (Resistance) sticks up placards demanding the release of a member of the movement, Radojko Lukovic arrested in the town of Pozarevac, Slobodan Milosevic's home town, allegedly involving people close to Yugoslav President Slobodan Milosevic's son Marko. In Serbia e' iniziata la resa dei conti finale, ormai Milosevic e' passato all'attacco e fa arrestare, oltre ai giornalisti indipendenti, decine di oppositori. L'opposizione in condizioni difficilissime con la forza della disperazione, sta cercando di raccattare le forze come ultima speranza contro una dittatura che ha devastato o balcani e trascinato indietro nel tempo popoli interi. Inoltre c'e' il rischio Kosovo e quello Montenegro. Perche' nessuno organizza niente in solidarieta' con gli studenti e gli oppositori a Slobodan Milosevic e alla sua banda di criminali? Vogliamo aspettare che la situazione precipiti, lasciare che intervenga ancora la NATO facendo cosi' un altro favore a Milosevic? 12.5.2000 CG Filipovic (giornalista d'esperienza che lavora per il giornale DANAS per la France Press e per l'IWPR) e' sotto duri interrogatori e gli sono stati sequestrati computer e testi e negata la liberta' provvisoria perche' potrebbe inquinare le prove dei suoi delitti, cioe' dei suoi durissimi articoli d'informazione e d'opposizione. Secondo il movimento belgradese G17 la repressione in atto e' il preludio allo stato d'emergenza. Si noti che le fonti governative definiscono le migliaia di studenti di Otpor falliti, drogati e servi della NATO, cospiratori e giovani hitler. Ma il primo maggio in piazza c'erano migliaia di operai che gridavano la loro rabbia contro la dittatura. Ieri durante un vertice dei movimenti di opposizione e' stato deciso di riorganizzare una manifestazione a Pozarevac (citta' natale di Milosevic) al grido di Stop The Terror - For Democratic Elections.. Intanto il neo presidente croato Stipe Mesic da Parigi dove si trova in visita ufficiale, in un intervista a Le Figaro, definisce Milosevic un criminale che deve essere estromesso dal potere e processato. Per Mesic il ritorno della democrazia in Serbia sara' un lungo processo per il quale occorreranno due tornate elettorali dal momento nel quale Milosevic lascera' il potere, invita i serbi fuggiti dalla Croazia a ritornare a casa propria e dimostrare cosi' ai propri connazionali che la democrazia rende pace e giustizia. Mesic conferma anche che dalle indagini in corso la linea telefonica diretta tra Milosevic e Tudzman fu installata durante la guerra da tecnici serbi giunti a Zagabria. La Croazia sta in questo periodo anche fronteggiando le indagini sui crimini di guerra commessi dal proprio esercito durante il conflitto. In Kosovo intanto tra un attentato e l'altro si indicono elezioni per il 11 giugno prossimo mentre l'Alto commissariato ONU minaccia di cessare le iniziative umanitarie se continueranno gli attentati a personale internazionale commessi principalmente nelle aree serbe del nord della regione. In Bosnia intanto, dove e' arrivato per la prima volta il comandante supremo della NATO U.S. General Joseph Ralston, un autobus di profughi bosniaci che stavano rientrando in una cittadina ai confini con la Serbia e' stato attaccato a sassate dai locali serbi e vi sono stati diversi feriti anche tra i poliziotti intervenuti. Le aree della bosnia est facenti parte della Republica Srpska sono quelle rimaste sotto il pugno di ferro dei nazionalisti di Karadzic (che si nasconde proprio da quelle parti) e li' certo sara' complesso cambiare aria. Le prossime elzioni politiche dovrebbero aver luogo in autunno. 22.4.2000. Ieri e' stato arrestato il ventesimo ricercato per crimini di guerra in Bosnia, si tratta di Dragan Nikolic, ex comandante del campo di concentramento di Susica, nel nord-est della Bosnia. Il segretaruio generale della NATO Robertson ha fatto presente che questo e' il settimo da quando egli e' stato nominato all'incarico nello scorso ottobre. Robertson ha di nuovo ricordato ai ricercati che l'ora della loro cattura e' scoccata e che e' solo questione di tempo ormai. Lentamente tutti coloro che sono sospettati di essere autori di crimini di guerra finiranno davanti alla corte con le loro responsabilita'. Si