LANA KUNSTEK

COMUNICATO STAMPA - Firenze, 15 marzo 1996

CONTINUA IL PONTE SANITARIO DI SOLIDARIETA' FIRENZE - MOSTAR

Lascia oggi Firenze Lana Kunstek, di 9 anni, affetta da due anni sclerodermia. Seguirà a casa propria una terapia per tentare di fermare il male.

Lana Kunstek è accompagnata dalla madre. Dopo ripetuti viaggi sanitari a Zagabria e Spalato, ci è stato richiesto, tramite l'ufficio della Cooperazione Italiana di Mostar, di poterla visitare a Firenze.

Per questo caso ci siamo rivolti alla medicina cosidetta alternativa. Quella ufficiale non sembra aver dato alcun esito. La sclerodermia è una malattia generalmente giudicata grave e inguaribile. Senza illusioni o promesse, la famiglia ha voluto anche questo tentativo. La terapia medicinale sarà continuata a casa con controlli a distanza e nuovi viaggi, se necessari. La Dottoressa Barilli, medico chirurgo e specialista di medicina psicosomatica e omeopatica, ha giudicato l'affezione, manifestatasi due anni fa, come direttamente causata dalla guerra che la piccola ha vissuto da molto vicino mostrando grande coraggio. Evidentemente la piccola, come altre migliaia di bambini, prime vittime della catastrofe jugoslava, ha somatizzato il terrore giungendo alla forma sclerodermica, cioé di "estinzione" delle caratteristiche vitali di parti del corpo.

Le spese per il viaggio, l'accoglienza dei due e dell'interprete sono state sostenute dai dipendenti del Gruppo Bassilichi, del CNA provinciale e da altri sostenitori che ringraziamo calorosamente.

La situazione in Bosnia, a Mostar e a Sarajevo, senza nessun ottimismo, sembra tendere a un miglioramento, ma restano e resteranno a lungo problemi sanitari e assenza di assistenza. Da Sarajevo ci sono pervenute richieste di attrezzature e medicinali vari sopratutto per le zone di recente "reintegrate" sotto il governo centrale.

Entro qualche giorno faremo avere ai mezzi stampa un appello dell'organo sanitario governativo di Sarajevo.

La messa in atto degli accordi di Dayton, pur rappresentando un passo avanti verso la pace, non devono dare l'illusione che le popolazioni non hanno più bisogno del nostro aiuto.

Claudio Gherardini

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